Il calzaturiero tricolore: dati, trend e fatturato 2026
Il settore calzaturiero: la produzione e vendita di scarpe in Italia
Il settore calzaturiero italiano rappresenta uno dei pilastri del Made in Italy, con un sistema produttivo radicato nei distretti industriali e orientato all’eccellenza artigianale. Le aziende calzaturiere coniugano tradizione e innovazione, valorizzando il know-how locale e l’uso di materiali di alta qualità. Questa combinazione conferisce alle calzature italiane un prestigio riconosciuto sui mercati internazionali e un’identità unica che riflette la cultura e il gusto del nostro Paese. In questo osservatorio imprese iCRIBIS, analizzeremo proprio le imprese italiane producono e commercializzano scarpe, ovvero le realtà che rientrano nelle classi 15.20 (fabbricazione di calzature), 47.72 (commercio al dettaglio di calzature e articoli in pelle) e nella sottocategoria 46.42.30 (commercio all'ingrosso di calzature) della classificazione delle attività economiche ATECO.

La distribuzione territoriale del settore calzaturiero in Italia
Le circa 25.793 imprese calzaturiere attive in Italia si trovano in prevalenza nella parte centrale e meridionale della penisola italiana con oltre il 68% di aziende di aziende:
● Centro e Mezzogiorno: 30,7% nel Centro , il 31,1% nel Sud Italia e il 6,8% nelle Isole
● Nord Italia: il 15,6 nel Nord-Ovest e il 15,8% nel Nord-Est
La distribuzione regionale delle imprese calzaturiere
Il settore delle calzature si trova per il 51,7% tra Campania (19%), Toscana (11,7%), Marche (11,3%) e Lombardia (9,7%). Completano la distribuzione regionale Veneto (8,4%), Puglia (6,8%) Lazio (6,7%), Sicilia (5,6%), Emilia-Romagna (5,3%), Piemonte (3,9%), Calabria (2,7%), Liguria (1,9%), Abruzzo (1,7%), Sardegna (1,2%), Trentino-Alto Adige (1,1%), Friuli-Venezia Giulia (1%), Umbria (1%), Basilicata (0,6%), Molise (0,3%) e Valle D’Aosta (0,1%).
● Regioni Top: Campania (19%), Toscana (11,7%), Marche (11,3%) e Lombardia (9,7%)
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La distribuzione per provincia
La provincia con la più alta concentrazione di imprese del settore calzaturiero è Napoli con il 12,1% del totale. Completano le prime dieci posizioni della distribuzione provinciale Fermo (6,7%), Firenze (4,7%), Caserta (3,9%), Milano (3,6%), Macerata (3,4%), Venezia (2,2%), Torino (2,1%), Pisa (2%) e Padova (1,9%).
● Province principali: Napoli (12,1%), Fermo (6,7%), Firenze (4,7%)
Le caratteristiche delle imprese calzaturiere italiane

I codici Ateco del settore calzaturiero
La popolazione del settore calzaturiero è formata per circa la metà da attività del retail di calzature: il 33,5% commercia al dettaglio di calzature e accessori per calzature, mentre il 14,9% sono dettaglianti di calzature e articoli in pelle. Seguono le aziende che producono calzature (14,3%) e le realtà del manifatturiero che realizzano parti in cuoio per calzature (13%).
● 33,5% commercio al dettaglio di calzature e accessori per calzature (47.72.1)
● 14,9% commercio al dettaglio di calzature e articoli in pelle (47.72)
● 14,3% fabbricazione di calzature, escluse parti in cuoio per calzature (15.20.1)
L’occupazione del settore calzaturiero

Dal punto di vista occupazionale, il settore calzaturiero a dicembre 2025 contava circa 86.873 dipendenti (-0,3% rispetto al 2024 e -0,6% rispetto al 2022), con una media di 3,4 unità per ogni realtà imprenditoriale della popolazione analizzata.
● 86.873 dipendenti nel 2025 trend -0,3% rispetto al 2024 e -0,6% rispetto al 2023
● Media dipendenti del settore calzaturiero pari a 3,4 unità
La maggior parte delle imprese del calzaturiero tricolore, ossia il 44,3% del totale, impiega meno di due dipendenti, mentre solo il 14,6% circa ne impiega più di quindici.
● 44,3% delle imprese calzaturiere impiega meno di 2 dipendenti
● 14,6% impiega 15 o più dipendenti
La dimensione aziendale del settore calzaturiero
Nella popolazione analizzata emerge una netta prevalenza di microimprese: il 70,7% delle realtà considerate rientra, infatti, in questa categoria, caratterizzata da meno di 10 addetti e da un fatturato annuo inferiore ai 2 milioni di euro.
Il restante 29,3%, invece, si distribuisce tra piccole imprese (23,7%), medie imprese (5%) e grandi realtà imprenditoriali (0,6%).
● Microimprese: 70,7%
● Piccole imprese: 23,7%
● Medie imprese: 5%
● Grandi imprese 0,6%
La forma giuridica del settore calzaturiero
Analizzando la composizione del settore delle calzature in base alla forma giuridica, emerge che oltre la metà delle imprese è formata da ditte individuali (55,3%). Seguono le società di capitali, che rappresentano il 31% del totale, e le società di persone, con una quota pari al 13,5%. Le restanti forme societarie incidono in misura marginale, attestandosi intorno allo 0,2%.
● Imprese individuali: 55,3%
● Società di capitali: 31%
● Società di persone: 13,5%
● Altre forme societarie: 0,2%
La distribuzione del rischio nel settore
Guardando al mondo delle calzature, emerge un tessuto imprenditoriale caratterizzato da un rischio economico-commerciale superiore alla media del panorama italiano. Molte realtà, infatti, soprattutto tra le ditte individuali, mostrano fragilità finanziarie evidenti con pagamenti non puntuali e conseguenti rischi per clienti e fornitori.
L’indice relativo l’affidabilità commerciale delle imprese è stato ottenuto utilizzando variabili, tra le quali indicatori e dati di bilancio, informazioni anagrafiche, anzianità aziendale, dati relativi alle esperienze di pagamento, la presenza di informazioni negative.
● Rischio minimo: 4,7%
● Score inferiore alla media: 37,2%
● Rischio superiore alla media: 44,8%
● Rischio massimo: 13,1%
● Rischio non valutabile: 0,2%
La propensione all'internazionalizzazione, la digital attitude e l’innovazione nel settore tricolore delle calzature
La propensione all'export
Nonostante l’eccellenza riconosciuta del made in Italy, il settore calzaturiero italiano mostra una propensione all’export ancora contenuta. La popolazione aziendale analizzata, infatti, rivela una bassa propensione all'internazionalizzazione. Tuttavia, è interessante notare che le aziende con propensione medio-alta all’export sono quasi il 15%.
● Alto (livello 1): 5,9%
● Sopra la media (livello 2): 8,7%
● Medio (livello 3): 7,4%
● Sotto la media (livello 4): 27,3%
● Molto basso (livello 5): 45,6%
● Non disponibile: 5,1%
La digital attitude
Sebbene il canale digitale stia assumendo un’importanza sempre più strategica anche per il settore della scarpa, il livello di digitalizzazione resta ancora limitato. Nel settore calzaturiero, ad esempio, solo il 5,8% delle imprese mostra un’elevata maturità digitale, mentre un ulteriore 3,8% supera di poco la media e il 4,3% si colloca su livelli medi.
La maggioranza delle aziende, pari al 77,3%, presenta invece una propensione digitale bassa e con un altro 3,5% che invece si posiziona sotto la media.
● Alto (livello 1): 5,8%
● Sopra la media (livello 2): 3,8%
● Medio (livello 3): 4,3%
● Sotto la media (livello 4): 3,5%
● Molto basso (livello 5): 77,3%
● Non disponibile: 5,3%
La propensione all'innovazione
Il quadro sull’innovazione appare più confortante rispetto agli altri indicatori. Quasi un’impresa su due, il 45,9%, mostra una propensione all’innovazione ancora molto bassa, mentre il 27,3% si colloca appena sotto la media.
Una parte più ridotta della popolazione, pari al 9,8%, raggiunge uno score medio, e l’8,7% riesce a superare la media. Solo una piccola quota, il 3%, si distingue per un’elevata attitudine innovativa.
● Alto (livello 1): 3%
● Sopra la media (livello 2):8,7%
● Medio (livello 3): 9,8%
● Sotto la media (livello 4): 27,3%
● Molto basso (livello 5): 45,9%
● Non disponibile: 5,3%
Le classi di fatturato stimato del calzaturiero
Per quanto riguarda il fatturato stimato, (disponibile per società di persone e ditte individuali non tenute al bilancio), il comparto calzaturiero mostra una forte varietà di casi.
Il 21,1% delle aziende dichiara un fatturato inferiore a 100.000€, una fascia che generalmente corrisponde a micro-realtà. La parte più ampia della popolazione, pari all’73,5%, si concentra nella fascia 100.000–499.999€, segnale di attività più consolidate e stabili nel mercato. Solo il 4% raggiunge un fatturato compreso nella classe 500.000–999.999€, mentre una quota molto ristretta, pari all’1,4%, supera la soglia del 1.000.000€.
● Fascia di fatturato stimato €100.000 – 499.999: 73,5% delle imprese
Il fatturato del settore del calzaturiero
Il dato riguardante il fatturato società di capitali del settore offre l’immagine di un settore in crescita: 21.000.000.000€ nel 2024 (-8,6% rispetto al 2023 e -4,5% rispetto al 2022), con un valore medio dichiarato che si aggira intorno a 814.174€.
Le aziende delle quali si conosce il fatturato si attestano prevalentemente nelle fasce di fatturato medio basse: il 6,2% di queste ultime, infatti, fattura meno di 10.000€, il 5,6% si attesta nella fascia 10.000 - 49.999€, il 6,9% nella fascia 50.000 - 99.999€, il 32,8% nella fascia 100.000 - 499.999€, il 16% nella fascia 500.000 - 999.999€ e il 22,9% nella fascia 1.000.000 - 4.999.999€.
Poche le imprese del settore della scarpa che rientrano nella fascia 5.000.000 - 9.999.999€ (4,5%), quelle che fatturano nel range 10.000.000 - 49.999.999€ (4,1%) e quelle con un fatturato superiore a 50.000.000€ (1%).
● Fascia di fatturato €100.000 - 499.999: 32,8% delle imprese
Sintesi
Settore: Calzaturiero (Ateco 15.20, 46.42.30 e 47.72)
Numero aziende del settore: 25.793 imprese attive
Dipendenti: circa 86.873 nel 2025 (-0,3% rispetto al 2024)
Fatturato (da bilancio): 21.000.000.000€ (-8,6% rispetto al 2023)
Microimprese: 70,7% del totale
Forme giuridiche: 55,3% imprese individuali
Rischio economico-commerciale del settore: superiore alla media
Le aziende top del settore calzaturiero per fatturato
Nella “top ten” delle aziende del settore italiano delle calzature con il fatturato d’esercizio più alto troviamo:
- COSMO SPA
- TOD'S SPA
- SALVATORE FERRAGAMO SPA
- BOTTEGA VENETA LOGISTICA SRL
- GEOX SPA
- MANUFACTURE DE SOULIERS LOUIS VUITTON SRL
- COMPAR SPA
- LUXURY GOODS OUTLET SRL
- LUXURY GOODS ITALIA SRL
- ALPINESTARS SPA
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