IL COMMERCIO AL DETTAGLIO DI PASTICCERIA E DOLCIUMI IN ITALIA: DATI, TREND E FATTURATO 2026


Il commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi in Italia

La vendita al dettaglio di pasticceria e dolciumi in Italia rappresenta uno sbocco fondamentale per la tradizione dolciaria nazionale, valorizzando materie prime tipiche e competenze artigianali tramandate da decenni in tutta la Penisola. In particolare, questo settore contribuisce in modo rilevante al fatturato del food & beverage, generando occupazione e aiutando a rafforzare l’immagine e l’attrattività del “made in Italy”.
In questo primo approfondimento del nostro osservatorio imprese 2026 concentreremo la nostra attenzione sulle aziende che rientrano nella categoria 47.24.2 della classificazione ATECO, ovvero le realtà imprenditoriali che vendono ai consumatori finali pasticceria e prodotti dolciari.

infografica

 

 

La distribuzione territoriale del commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi

Le circa 2.255 imprese attive in Italia che commerciano in pasticceria e dolciumi si trovano per oltre la metà nell'area geografica del Mezzogiorno:

● Meridione d’Italia: il 38,6% nel Sud, il 14,3% nelle Isole
● Nord Italia e Centro: 19% nel Nord-Ovest, 12,7% nel Nord-Est e 15,4% al Centro

La distribuzione regionale del commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi

Le prime tre regioni per numero complessivo di commercianti al dettaglio di pasticceria e dolciumi sono Campania (21,8%), Sicilia (12,5%) e Lombardia (10,6%).
Completano le prime dieci posizioni della classifica Puglia (9,1%), Lazio (8,4%), Veneto (6,1%), Piemonte (5%), Emilia-Romagna (4,8%), Toscana (3,9%) e Calabria (3,9%). In fondo alla graduatoria, nelle ultime tre posizioni troviamo, invece, Basilicata (0,7%), Molise (0,4%) e Valle D’Aosta (0,1%).

● Regioni Top: Campania (21,8%), Sicilia (12,5%), Lombardia (10,6%)

La distribuzione per provincia del commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi

La distribuzione provinciale del settore analizzato ricalca a grandi linee quella regionale. Infatti, tra le prime dieci province con il maggior numero di imprese attive nel settore del commercio di dolci e pasticceria troviamo ben tre province campane (Napoli con il 14,5%, Caserta con il 3,4% e Salerno con il 2,3%) e due province siciliane (Palermo con il 4,3% e Messina con il 2,3%).

● Province principali: Napoli (14,5%), Roma (5,6%), Palermo (4,3%) Milano (4,1%)

Le caratteristiche della popolazione del commercio al dettaglio di dolciumi e pasticceria

La vendita al dettaglio di dolci mostra una crescita occupazionale significativa, con circa 2.490 addetti e un aumento marcato rispetto agli anni precedenti. Il settore resta però fortemente caratterizzato da microimprese. A livello di struttura giuridica predominano le imprese individuali, che rappresentano più della metà del comparto, affiancate da società di persone e, in misura minore, da società di capitali.

L’occupazione nel settore del commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi

distribuzione

Dal punto di vista occupazionale, nel settore del commercio al dettaglio di dolci lo scorso anno si contavano complessivamente circa 2.490 dipendenti con una media di 1,1 unità per ogni impresa della popolazione analizzata. Questo dato presenta una decisa crescita del +17,2% rispetto allo stesso periodo del 2023 e addirittura un aumento del +41,8% rispetto al 2022.

● 2.490 dipendenti nel 2024, trend +17,2% rispetto al 2023 e +41,8% rispetto al 2022
● Media dipendenti del settore pari a 1,1 unità

La maggior parte dei dettaglianti di dolci e pasticceria, ossia il 60,2% del totale, impiega meno di due dipendenti, evidenziando un tessuto imprenditoriale prevalentemente composto da microaziende.
Solo una ristretta minoranza, pari all’8,6%, al contrario, impiega più sei dipendenti (8,6%), delineando una struttura concentrata su piccole dimensioni aziendali.

● 60,2% delle imprese impiega meno di 2 dipendenti
● 8,6% impiega 6 o più dipendenti

La dimensione aziendale del commercio al dettaglio di dolciumi e pasticceria

Poco meno di quattro imprese su cinque che commerciano al dettaglio pasticceria e dolciumi in Italia, il 79% circa, sono microimprese, ossia realtà imprenditoriali con meno di 10 dipendenti e con un fatturato annuo che non supera 2 milioni di euro.
Il restante 21% è formato, invece, da PMI: nel dettaglio le piccole imprese sono il 19%, mentre le imprese di medie dimensioni sono il 2% del totale.

Microimprese: 79%
● Piccole imprese: 19%
● Medie imprese: 2%

La forma giuridica del settore del commercio al dettaglio di dolciumi e pasticceria

A livello di forma giuridica, si osserva una presenza significativa di imprese individuali, che costituiscono il 62,1% delle imprese del settore, affiancate da una quota minore di società di persone (19,5%) e di società di capitali (17,8%).
Le altre forme societarie, invece, rappresentano una quota residuale pari allo 0,6%.

Imprese individuali: 62,1%
● Società di persone: 19,5%
● Società di capitali: 17,8%
● Altre forme societarie: 0,6%

Nel dettaglio relativamente alle società di capitali, emerge una consistente presenza di società a responsabilità limitata (13,5%) e di società a responsabilità limitata semplificata (6,2%). Queste forme societarie sono particolarmente rilevanti per la loro flessibilità, contribuendo in modo significativo alla composizione del tessuto connettivo del settore del commercio al dettaglio di dolci e pasticceria.

La distribuzione del rischio nel settore della vendita al dettaglio di pasticceria e dolciumi

Il settore si caratterizza per un livello di affidabilità economico-commerciale relativamente basso. La maggioranza dei dettaglianti di dolci, infatti, mostra segnali di criticità, evidenziando una significativa vulnerabilità finanziaria nel comparto. L’affidabilità commerciale è stata calcolata utilizzando numerose variabili, tra cui informazioni anagrafiche, indici e dati di bilancio, anzianità aziendale, esperienze di pagamento, presenza di informazioni negative.

● Rischio minimo: 2,7%
● Score inferiore alla media: 33,7%
● Rischio superiore alla media: 53,6%
● Rischio massimo: 10%
● Rischio non valutabile: 0,1%

La propensione all’export, all’innovazione e alla digitalizzazione del commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi

La propensione all'internazionalizzazione

internazionalizzazione

La popolazione aziendale analizzata mostra un livello di internazionalizzazione molto limitato. Circa il 23,8% delle imprese, infatti, fa registrare una performance sotto la media, riflettendo una presenza debole sui mercati esteri e una ridotta capacità di esportazione; un ulteriore 67,8% evidenzia livelli ancora più bassi, quasi privi di attività internazionali. Solo lo 0,1% delle imprese raggiunge punteggi elevati e lo 0,1% si posiziona poco sopra la media, confermando che la maggior parte degli operatori del settore rimane concentrata principalmente sul mercato domestico, con poche realtà capaci di attuare strategie di espansione internazionale efficaci.

● Alto (livello 1): 0,1%
● Sopra la media (livello 2): 0,1%
● Medio (livello 3): 0,9%
● Sotto la media (livello 4): 23,8%
Molto basso (livello 5): 67,8%
● Non disponibile: 7,3%

La propensione all'innovazione

Le imprese che commerciano in dolciumi e pasticceria non brillano anche sotto il profilo della propensione all’innovazione. Infatti, circa la metà della popolazione aziendale, il 50,5% del totale, fa registrare un punteggio di innovazione basso, il 25,8% un punteggio al di sotto della media, l’8,6% uno score medio, il 6,4% uno sopra la media e solo lo 0,9% fa registrare una propensione all’innovazione alta. ● Alto (livello 1): 0,9% ● Sopra la media (livello 2): 6,4% ● Medio (livello 3): 8,6% ● Sotto la media (livello 4): 25,8% ● Molto basso (livello 5): 50,5% ● Non disponibile: 7,8%

La digital attitude

Il livello di digitalizzazione delle imprese analizzate risulta complessivamente modesto, segnalando un ritardo nell’adozione di tecnologie e strumenti innovativi. Solo il 2,7% delle imprese attive nel commercio al dettaglio di dolci mostra una digital attitude elevata, mentre un ulteriore 2,9% si colloca appena sopra la media e il 4,2% raggiunge un livello digitale considerato intermedio.
La maggior parte del settore, tuttavia, resta indietro: il 79,3% delle imprese presenta una bassa propensione al digitale e un ulteriore 3,3% registra punteggi inferiori alla media.

● Alto (livello 1): 2,7%
● Sopra la media (livello 2): 2,9%
● Medio (livello 3): 4,2%
● Sotto la media (livello 4): 3,3%
● Molto basso (livello 5): 79,3%
● Non disponibile: 7,6%

Le classi di fatturato stimato del commercio al dettaglio di dolciumi e pasticceria

Per quanto riguarda il fatturato stimato (fatturato stimato per le società di persone e ditte che non hanno obbligo di dichiarare il bilancio), disponibile per il 75,3% circa della popolazione analizzata, si può apprezzare come le imprese che vendono dolci e pasticceria non soggette all’obbligo di bilancio evidenziano una forte eterogeneità.
Nello specifico, il 7,1% dichiara un fatturato stimato inferiore a 100.000€, fascia tipica di micro-realtà artigianali o iniziative imprenditoriali in fase iniziale. La quota più consistente, pari all’85,5%, rientra nel range 100.000–499.999€, indicando realtà imprenditoriali più consolidate.
Solo il 4,7% delle imprese raggiunge un fatturato compreso tra 500.000 e 999.999€, livello riconducibile a soggetti più organizzati ma ancora lontani dalle dimensioni medio-grandi, mentre il 2,4% fa registrare un fatturato stimato tra 1.000.000 e 4.999.999€.
Infine, una quota ancora più ridotta pari allo 0,3% fa registrare una performance economica compresa tra 5.000.000 e 9.999.999€, rappresentando realtà più mature, competitive e con un posizionamento più forte sul mercato italiano della vendita al dettaglio di dolci e pasticceria.

Il fatturato del settore del commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi

Il dato riguardante il fatturato (fatturato dichiarato società di capitali) del settore offre l’immagine di un comparto in forte crescita: 249.000.000€ nel 2023, in crescita del +36,1% rispetto al 2022 e del +69,4% rispetto al 2021, con un valore medio dichiarato che si aggira intorno a 110.000€. Le aziende delle quali si conosce il fatturato (circa il 12,1% del totale del settore) si attestano prevalentemente nelle fasce di fatturato medio-basse:
il 25,6% di queste ultime, infatti, fattura meno di 100.000€. il 41% si attesta nella fascia 100.000 - 499.999€, il 17,2% rientra nella fascia 500.000 - 999.999€ e il 12,1% nella fascia 1.000.000 - 4.999.999€.
Poche, invece, le imprese che rientrano nella fascia 5.000.000 - 9.999.999€ (1,8%) e quelle che fatturano più di 10.000.000€ (2,3%).

• Fascia di fatturato €100.000 - 499.999: 41% delle imprese

Sintesi

Settore: Commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi (Ateco 47.24.2)
Numero aziende del settore: 2.255 aziende attive
Dipendenti: circa 2.490 nel 2024 (+17,2% rispetto al 2023)
Fatturato (da bilancio): 249.000.000€ nel 2023 (+36,1% rispetto al 2022)
Microimprese: 79% del totale
Forme giuridiche: 62,1% imprese individuali
Rischio economico-commerciale del settore: superiore alla media

Insight strategici

● Opportunità: Accelerare sul digitale e sull’omnichannel, export verso mercati emergenti.
● Criticità: micro-dimensione aziendale, affidabilità economico-commerciale debole, bassa propensione all'export, digitale e innovazione.
● Driver di crescita: Aumento del fatturato e dell’occupazione.

Le aziende top del commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi per fatturato

Nella “top ten” delle imprese dettaglianti di dolci, dolciumi e pasticceria attive in Italia con il fatturato maggiore troviamo:

 


CHI SIAMO

iCRIBIS è il portale e-commerce di Cribis che offre accesso alla banca dati di informazioni commerciali su imprese italiane ed estere. Ideale per piccole imprese e professionisti, iCRIBIS aiuta a tutelare i crediti e ridurre gli insoluti. Migliaia di piccole aziende e privati lo scelgono quotidianamente per informarsi su clienti, fornitori e concorrenti, con la garanzia di dati di qualità, sempre accessibili online.

IL COMMERCIO AL DETTAGLIO DI PASTICCERIA E DOLCIUMI IN ITALIA: DATI, TREND E FATTURATO 2026


Il commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi in Italia

La vendita al dettaglio di pasticceria e dolciumi in Italia rappresenta uno sbocco fondamentale per la tradizione dolciaria nazionale, valorizzando materie prime tipiche e competenze artigianali tramandate da decenni in tutta la Penisola. In particolare, questo settore contribuisce in modo rilevante al fatturato del food & beverage, generando occupazione e aiutando a rafforzare l’immagine e l’attrattività del “made in Italy”.
In questo primo approfondimento del nostro osservatorio imprese 2026 concentreremo la nostra attenzione sulle aziende che rientrano nella categoria 47.24.2 della classificazione ATECO, ovvero le realtà imprenditoriali che vendono ai consumatori finali pasticceria e prodotti dolciari.

infografica

 

 

La distribuzione territoriale del commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi

Le circa 2.255 imprese attive in Italia che commerciano in pasticceria e dolciumi si trovano per oltre la metà nell'area geografica del Mezzogiorno:

● Meridione d’Italia: il 38,6% nel Sud, il 14,3% nelle Isole
● Nord Italia e Centro: 19% nel Nord-Ovest, 12,7% nel Nord-Est e 15,4% al Centro

La distribuzione regionale del commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi

Le prime tre regioni per numero complessivo di commercianti al dettaglio di pasticceria e dolciumi sono Campania (21,8%), Sicilia (12,5%) e Lombardia (10,6%).
Completano le prime dieci posizioni della classifica Puglia (9,1%), Lazio (8,4%), Veneto (6,1%), Piemonte (5%), Emilia-Romagna (4,8%), Toscana (3,9%) e Calabria (3,9%). In fondo alla graduatoria, nelle ultime tre posizioni troviamo, invece, Basilicata (0,7%), Molise (0,4%) e Valle D’Aosta (0,1%).

● Regioni Top: Campania (21,8%), Sicilia (12,5%), Lombardia (10,6%)

La distribuzione per provincia del commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi

La distribuzione provinciale del settore analizzato ricalca a grandi linee quella regionale. Infatti, tra le prime dieci province con il maggior numero di imprese attive nel settore del commercio di dolci e pasticceria troviamo ben tre province campane (Napoli con il 14,5%, Caserta con il 3,4% e Salerno con il 2,3%) e due province siciliane (Palermo con il 4,3% e Messina con il 2,3%).

● Province principali: Napoli (14,5%), Roma (5,6%), Palermo (4,3%) Milano (4,1%)

Le caratteristiche della popolazione del commercio al dettaglio di dolciumi e pasticceria

La vendita al dettaglio di dolci mostra una crescita occupazionale significativa, con circa 2.490 addetti e un aumento marcato rispetto agli anni precedenti. Il settore resta però fortemente caratterizzato da microimprese. A livello di struttura giuridica predominano le imprese individuali, che rappresentano più della metà del comparto, affiancate da società di persone e, in misura minore, da società di capitali.

L’occupazione nel settore del commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi

distribuzione

Dal punto di vista occupazionale, nel settore del commercio al dettaglio di dolci lo scorso anno si contavano complessivamente circa 2.490 dipendenti con una media di 1,1 unità per ogni impresa della popolazione analizzata. Questo dato presenta una decisa crescita del +17,2% rispetto allo stesso periodo del 2023 e addirittura un aumento del +41,8% rispetto al 2022.

● 2.490 dipendenti nel 2024, trend +17,2% rispetto al 2023 e +41,8% rispetto al 2022
● Media dipendenti del settore pari a 1,1 unità

La maggior parte dei dettaglianti di dolci e pasticceria, ossia il 60,2% del totale, impiega meno di due dipendenti, evidenziando un tessuto imprenditoriale prevalentemente composto da microaziende.
Solo una ristretta minoranza, pari all’8,6%, al contrario, impiega più sei dipendenti (8,6%), delineando una struttura concentrata su piccole dimensioni aziendali.

● 60,2% delle imprese impiega meno di 2 dipendenti
● 8,6% impiega 6 o più dipendenti

La dimensione aziendale del commercio al dettaglio di dolciumi e pasticceria

Poco meno di quattro imprese su cinque che commerciano al dettaglio pasticceria e dolciumi in Italia, il 79% circa, sono microimprese, ossia realtà imprenditoriali con meno di 10 dipendenti e con un fatturato annuo che non supera 2 milioni di euro.
Il restante 21% è formato, invece, da PMI: nel dettaglio le piccole imprese sono il 19%, mentre le imprese di medie dimensioni sono il 2% del totale.

Microimprese: 79%
● Piccole imprese: 19%
● Medie imprese: 2%

La forma giuridica del settore del commercio al dettaglio di dolciumi e pasticceria

A livello di forma giuridica, si osserva una presenza significativa di imprese individuali, che costituiscono il 62,1% delle imprese del settore, affiancate da una quota minore di società di persone (19,5%) e di società di capitali (17,8%).
Le altre forme societarie, invece, rappresentano una quota residuale pari allo 0,6%.

Imprese individuali: 62,1%
● Società di persone: 19,5%
● Società di capitali: 17,8%
● Altre forme societarie: 0,6%

Nel dettaglio relativamente alle società di capitali, emerge una consistente presenza di società a responsabilità limitata (13,5%) e di società a responsabilità limitata semplificata (6,2%). Queste forme societarie sono particolarmente rilevanti per la loro flessibilità, contribuendo in modo significativo alla composizione del tessuto connettivo del settore del commercio al dettaglio di dolci e pasticceria.

La distribuzione del rischio nel settore della vendita al dettaglio di pasticceria e dolciumi

Il settore si caratterizza per un livello di affidabilità economico-commerciale relativamente basso. La maggioranza dei dettaglianti di dolci, infatti, mostra segnali di criticità, evidenziando una significativa vulnerabilità finanziaria nel comparto. L’affidabilità commerciale è stata calcolata utilizzando numerose variabili, tra cui informazioni anagrafiche, indici e dati di bilancio, anzianità aziendale, esperienze di pagamento, presenza di informazioni negative.

● Rischio minimo: 2,7%
● Score inferiore alla media: 33,7%
● Rischio superiore alla media: 53,6%
● Rischio massimo: 10%
● Rischio non valutabile: 0,1%

La propensione all’export, all’innovazione e alla digitalizzazione del commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi

La propensione all'internazionalizzazione

internazionalizzazione

La popolazione aziendale analizzata mostra un livello di internazionalizzazione molto limitato. Circa il 23,8% delle imprese, infatti, fa registrare una performance sotto la media, riflettendo una presenza debole sui mercati esteri e una ridotta capacità di esportazione; un ulteriore 67,8% evidenzia livelli ancora più bassi, quasi privi di attività internazionali. Solo lo 0,1% delle imprese raggiunge punteggi elevati e lo 0,1% si posiziona poco sopra la media, confermando che la maggior parte degli operatori del settore rimane concentrata principalmente sul mercato domestico, con poche realtà capaci di attuare strategie di espansione internazionale efficaci.

● Alto (livello 1): 0,1%
● Sopra la media (livello 2): 0,1%
● Medio (livello 3): 0,9%
● Sotto la media (livello 4): 23,8%
Molto basso (livello 5): 67,8%
● Non disponibile: 7,3%

La propensione all'innovazione

Le imprese che commerciano in dolciumi e pasticceria non brillano anche sotto il profilo della propensione all’innovazione. Infatti, circa la metà della popolazione aziendale, il 50,5% del totale, fa registrare un punteggio di innovazione basso, il 25,8% un punteggio al di sotto della media, l’8,6% uno score medio, il 6,4% uno sopra la media e solo lo 0,9% fa registrare una propensione all’innovazione alta. ● Alto (livello 1): 0,9% ● Sopra la media (livello 2): 6,4% ● Medio (livello 3): 8,6% ● Sotto la media (livello 4): 25,8% ● Molto basso (livello 5): 50,5% ● Non disponibile: 7,8%

La digital attitude

Il livello di digitalizzazione delle imprese analizzate risulta complessivamente modesto, segnalando un ritardo nell’adozione di tecnologie e strumenti innovativi. Solo il 2,7% delle imprese attive nel commercio al dettaglio di dolci mostra una digital attitude elevata, mentre un ulteriore 2,9% si colloca appena sopra la media e il 4,2% raggiunge un livello digitale considerato intermedio.
La maggior parte del settore, tuttavia, resta indietro: il 79,3% delle imprese presenta una bassa propensione al digitale e un ulteriore 3,3% registra punteggi inferiori alla media.

● Alto (livello 1): 2,7%
● Sopra la media (livello 2): 2,9%
● Medio (livello 3): 4,2%
● Sotto la media (livello 4): 3,3%
● Molto basso (livello 5): 79,3%
● Non disponibile: 7,6%

Le classi di fatturato stimato del commercio al dettaglio di dolciumi e pasticceria

Per quanto riguarda il fatturato stimato (fatturato stimato per le società di persone e ditte che non hanno obbligo di dichiarare il bilancio), disponibile per il 75,3% circa della popolazione analizzata, si può apprezzare come le imprese che vendono dolci e pasticceria non soggette all’obbligo di bilancio evidenziano una forte eterogeneità.
Nello specifico, il 7,1% dichiara un fatturato stimato inferiore a 100.000€, fascia tipica di micro-realtà artigianali o iniziative imprenditoriali in fase iniziale. La quota più consistente, pari all’85,5%, rientra nel range 100.000–499.999€, indicando realtà imprenditoriali più consolidate.
Solo il 4,7% delle imprese raggiunge un fatturato compreso tra 500.000 e 999.999€, livello riconducibile a soggetti più organizzati ma ancora lontani dalle dimensioni medio-grandi, mentre il 2,4% fa registrare un fatturato stimato tra 1.000.000 e 4.999.999€.
Infine, una quota ancora più ridotta pari allo 0,3% fa registrare una performance economica compresa tra 5.000.000 e 9.999.999€, rappresentando realtà più mature, competitive e con un posizionamento più forte sul mercato italiano della vendita al dettaglio di dolci e pasticceria.

Il fatturato del settore del commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi

Il dato riguardante il fatturato (fatturato dichiarato società di capitali) del settore offre l’immagine di un comparto in forte crescita: 249.000.000€ nel 2023, in crescita del +36,1% rispetto al 2022 e del +69,4% rispetto al 2021, con un valore medio dichiarato che si aggira intorno a 110.000€. Le aziende delle quali si conosce il fatturato (circa il 12,1% del totale del settore) si attestano prevalentemente nelle fasce di fatturato medio-basse:
il 25,6% di queste ultime, infatti, fattura meno di 100.000€. il 41% si attesta nella fascia 100.000 - 499.999€, il 17,2% rientra nella fascia 500.000 - 999.999€ e il 12,1% nella fascia 1.000.000 - 4.999.999€.
Poche, invece, le imprese che rientrano nella fascia 5.000.000 - 9.999.999€ (1,8%) e quelle che fatturano più di 10.000.000€ (2,3%).

• Fascia di fatturato €100.000 - 499.999: 41% delle imprese

Sintesi

Settore: Commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi (Ateco 47.24.2)
Numero aziende del settore: 2.255 aziende attive
Dipendenti: circa 2.490 nel 2024 (+17,2% rispetto al 2023)
Fatturato (da bilancio): 249.000.000€ nel 2023 (+36,1% rispetto al 2022)
Microimprese: 79% del totale
Forme giuridiche: 62,1% imprese individuali
Rischio economico-commerciale del settore: superiore alla media

Insight strategici

● Opportunità: Accelerare sul digitale e sull’omnichannel, export verso mercati emergenti.
● Criticità: micro-dimensione aziendale, affidabilità economico-commerciale debole, bassa propensione all'export, digitale e innovazione.
● Driver di crescita: Aumento del fatturato e dell’occupazione.

Le aziende top del commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi per fatturato

Nella “top ten” delle imprese dettaglianti di dolci, dolciumi e pasticceria attive in Italia con il fatturato maggiore troviamo:

 


CHI SIAMO

iCRIBIS è il portale e-commerce di Cribis che offre accesso alla banca dati di informazioni commerciali su imprese italiane ed estere. Ideale per piccole imprese e professionisti, iCRIBIS aiuta a tutelare i crediti e ridurre gli insoluti. Migliaia di piccole aziende e privati lo scelgono quotidianamente per informarsi su clienti, fornitori e concorrenti, con la garanzia di dati di qualità, sempre accessibili online.

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