DIGITAL ATTITUDE E PROPENSIONE ALL'INNOVAZIONE DELLE AZIENDE ITALIANE


Dal 13 al 15 giugno 2024 a BolognaFiere torna il We Make Future (WMF), il festival internazionale dedicato all’innovazione tecnologica e digitale. In occasione di questo evento unico nel suo genere, in questo nuovo articolo del nostro osservatorio proponiamo uno studio per verificare il livello di digitalizzazione e l’attitudine all’innovazione delle imprese italiane.

infografica

 

La propensione all’innovazione e la digital attitude delle imprese italiane

La crescita di un Paese è legata alla sua propensione all’innovazione. Sono proprio l’innovazione e l'adozione di processi digitali gli elementi cardine che permettono ad un sistema economico e alle sue imprese di restare competitivi e al passo coi tempi. In termini generali le oltre 5 milioni di aziende attive presenti in Italia denotano una propensione all’innovazione piuttosto moderata. Infatti, le imprese italiane che fanno registrare uno score d’innovazione sotto la media sono il 24,6%, mentre quelle con un punteggio basso sono il 46,9% del totale. Poche invece le realtà con uno score alto (1,6%), quelle con un punteggio medio (6,7%) e quelle sopra la media (10,4%). Situazione decisamente più negativa per quanto riguarda la digital attitude. Le imprese italiane con un punteggio relativo alla digitalizzazione alto sono solo il 2,8%, quelle sopra la media il 3,9% e quelle con uno score nella media il 4,7%. Maggiore, invece, il numero delle realtà imprenditoriali che mostrano una scarsa affinità con le tecnologie ICT e propensione all'adozione di processi digitali (il 74% del totale). Solo il 16,8% del totale della popolazione aziendale analizzata ha un proprio sito web, mentre le realtà che possiedono una piattaforma e-commerce sono l’1,6%.

La distribuzione territoriale delle imprese con una maggiore propensione all’innovazione e digitalizzazione

digitalizzazione

Da un punto di vista territoriale le aziende italiane con maggiore capacità di innovare e con maggiore propensione al farlo, ovvero di quelle con uno score massimo, si trovano principalmente tra le macroaree del Nord-Ovest (46,1%) e del Nord-Est (22,8%). Seguono il Centro (22,3%), il Sud Italia (6,2%) e le Isole (2,6%). La Lombardia con il 37,8% del totale è la regione con il più alto numero di imprese con uno score d’innovazione massimo. Seguono il Lazio (14,6%), il Veneto (10,8%), l’Emilia-Romagna (8,4%), il Piemonte (7,3%) e la Toscana (5,2%). Per quanto riguarda la digitalizzazione, invece, le imprese con un punteggio più alto sono ancora quelle del Nord-Ovest (32,2%), seguite dal Nord-Est (26,6%), il Centro (20,8%), il Sud Italia (14,8%) e infine le Isole (5,6%). La regione con la più alta concentrazione di imprese con la digital attitude più alta è la Lombardia, il 22,6% del totale di cui circa la metà nella sola provincia di Milano (10,5%). Seguono l’Emilia-Romagna (10%), il Lazio (8,8%), il Veneto (8,7%), la Toscana (7,4%), il Piemonte (7,2%) e la Campania (6,3%).

digitalizzazione

I settori commerciali con una maggiore propensione all’innovazione e digitalizzazione

Le circa 83mila imprese con uno score d’innovazione massimo si trovano in prevalenza nelle attività manifatturiere (30%), il commercio all’ingrosso e al dettaglio (24,3%), le attività professionali scientifiche e tecniche (10,2%) e i servizi di informazione e comunicazione (9,4%). In particolare nelle attività manifatturiere è da segnalare l’elevato grado d’innovazione dell’industria farmaceutica, che da sola investe di più in ricerca e sviluppo rispetto all’intero manifatturiero italiano. Le aziende di questo comparto, infatti, nonostante la loro bassa numerosità fanno registrare nel 32,7% dei casi uno score massimo di innovazione e nel 32,7% un punteggio sopra la media. A fronte di circa 150mila imprese con una digital attitude alta, i settori in cui si concentrano maggiormente quest’ultime sono il commercio (29,2%), il manifatturiero (20,7%), i servizi di comunicazione e informazione (9,9%), le le attività professionali scientifiche e tecniche (9,8%), le costruzioni 4%, i servizi immobiliari (3,8%) e i servizi di trasporto e magazzinaggio (1,5%). Nel comparto manifatturiero a puntare forte sulla digitalizzazione sono soprattutto il settore farmaceutico e quello chimico.

La digital attitude e la propensione all’innovazione delle imprese femminili

Le oltre 960mila imprese femminili attive nel nostro Paese, il 18,5% del totale delle imprese nazionali, nell’11,9% dei casi hanno uno score d’innovazione nelle media, nel 6,5% uno score più alto della media e nell’1,3% dei casi uno score massimo. Le realtà con uno score basso, invece sono il 42,5%, mentre quelle con un punteggio sotto la media il 28,5%. Le imprese femminili si segnalano per una scarsa dimestichezza con il canale digitale. Poco più di tre imprese su quattro, infatti, il 75,3% fa registrare una digital attitude bassa. Al contrario, sono minori di realtà guidate da donne con un punteggio alto (2,5%), sopra la media (3,6%) o nella media (4,8%), ossia le realtà imprenditoriali che mostrano una buona affinità con le tecnologie ITC.

La digital attitude e la propensione all’innovazione delle imprese giovanili

Le 860mila imprese giovanili si contraddistinguono per uno scarsa propensione all’innovazione: il 12,6% ha uno score basso, il 50,6% uno al di sotto della media, il 3,7% uno score medio, il 6% uno sopra la media e solo l’1,6 fa registrare una propensione all’innovazione alta. Discorso simile anche per quanto riguarda la digital attitude, ovvero la propensione all'adozione di processi digitali e l’utilizzo di strumenti di webmarketing. Le aziende del settore, infatti, fanno registrare nel 78% dei casi un punteggio basso, nel 3,4% un punteggio al di sotto della media, nel 3,7% uno score medio, nel 2,1% uno sopra la media e solo nell’1,4% dei casi una digital attitude alta.

Innovazione e digitalizzazione e la correlazione con la performance economica

A riprova del fatto che l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione sono due importanti fattori per la crescita aziendale, le aziende con elevata propensione all’innovazione fanno registrare un valore medio del fatturato di 15,7 milioni di euro, contro i 4,9 milioni di euro delle imprese con uno score sopra la media e 1 milione di euro di quelle con uno score medio.

digitalizzazione

Le realtà imprenditoriali invece sotto la media o con uno score basso fanno registrare un valore medio decisamente più basso, rispettivamente di 222mila euro e 61mila euro. Infine è da sottolineare anche la correlazione positiva tra performance economica e digital attitude. Le imprese che si sono mosse in direzione di una maggiore digitalizzazione, infatti, dimostrano un valore medio del fatturato molto più alto rispetto a quelle che non l’hanno ancora fatto: le imprese con una digital attitude alta fatturano in media 10,8 milioni di euro, quelle sopra la media 5,3 milioni di euro, quelle con uno score medio 1,7 milioni di euro, quelle sotto la media 1,1 milioni di euro e quelle con una digital attitude bassa 151mila euro.

 


CHI SIAMO?

iCRIBIS, è il canale e-commerce di Cribis D&B per accedere alla banca dati di Informazioni Commerciali sulle imprese. iCRIBIS soddisfa le esigenze di piccole imprese e professionisti, che hanno la necessità di tutelare i propri crediti e di ridurre gli insoluti. E' la scelta quotidiana di migliaia di piccole aziende e privati che, in modo semplice e conveniente, riescono a informarsi su clienti, fornitori e concorrenti, con la garanzia di dati di qualità, accessibili in qualsiasi momento direttamente online.

DIGITAL ATTITUDE E PROPENSIONE ALL'INNOVAZIONE DELLE AZIENDE ITALIANE


Dal 13 al 15 giugno 2024 a BolognaFiere torna il We Make Future (WMF), il festival internazionale dedicato all’innovazione tecnologica e digitale. In occasione di questo evento unico nel suo genere, in questo nuovo articolo del nostro osservatorio proponiamo uno studio per verificare il livello di digitalizzazione e l’attitudine all’innovazione delle imprese italiane.

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La propensione all’innovazione e la digital attitude delle imprese italiane

La crescita di un Paese è legata alla sua propensione all’innovazione. Sono proprio l’innovazione e l'adozione di processi digitali gli elementi cardine che permettono ad un sistema economico e alle sue imprese di restare competitivi e al passo coi tempi. In termini generali le oltre 5 milioni di aziende attive presenti in Italia denotano una propensione all’innovazione piuttosto moderata. Infatti, le imprese italiane che fanno registrare uno score d’innovazione sotto la media sono il 24,6%, mentre quelle con un punteggio basso sono il 46,9% del totale. Poche invece le realtà con uno score alto (1,6%), quelle con un punteggio medio (6,7%) e quelle sopra la media (10,4%). Situazione decisamente più negativa per quanto riguarda la digital attitude. Le imprese italiane con un punteggio relativo alla digitalizzazione alto sono solo il 2,8%, quelle sopra la media il 3,9% e quelle con uno score nella media il 4,7%. Maggiore, invece, il numero delle realtà imprenditoriali che mostrano una scarsa affinità con le tecnologie ICT e propensione all'adozione di processi digitali (il 74% del totale). Solo il 16,8% del totale della popolazione aziendale analizzata ha un proprio sito web, mentre le realtà che possiedono una piattaforma e-commerce sono l’1,6%.

La distribuzione territoriale delle imprese con una maggiore propensione all’innovazione e digitalizzazione

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Da un punto di vista territoriale le aziende italiane con maggiore capacità di innovare e con maggiore propensione al farlo, ovvero di quelle con uno score massimo, si trovano principalmente tra le macroaree del Nord-Ovest (46,1%) e del Nord-Est (22,8%). Seguono il Centro (22,3%), il Sud Italia (6,2%) e le Isole (2,6%). La Lombardia con il 37,8% del totale è la regione con il più alto numero di imprese con uno score d’innovazione massimo. Seguono il Lazio (14,6%), il Veneto (10,8%), l’Emilia-Romagna (8,4%), il Piemonte (7,3%) e la Toscana (5,2%). Per quanto riguarda la digitalizzazione, invece, le imprese con un punteggio più alto sono ancora quelle del Nord-Ovest (32,2%), seguite dal Nord-Est (26,6%), il Centro (20,8%), il Sud Italia (14,8%) e infine le Isole (5,6%). La regione con la più alta concentrazione di imprese con la digital attitude più alta è la Lombardia, il 22,6% del totale di cui circa la metà nella sola provincia di Milano (10,5%). Seguono l’Emilia-Romagna (10%), il Lazio (8,8%), il Veneto (8,7%), la Toscana (7,4%), il Piemonte (7,2%) e la Campania (6,3%).

digitalizzazione

I settori commerciali con una maggiore propensione all’innovazione e digitalizzazione

Le circa 83mila imprese con uno score d’innovazione massimo si trovano in prevalenza nelle attività manifatturiere (30%), il commercio all’ingrosso e al dettaglio (24,3%), le attività professionali scientifiche e tecniche (10,2%) e i servizi di informazione e comunicazione (9,4%). In particolare nelle attività manifatturiere è da segnalare l’elevato grado d’innovazione dell’industria farmaceutica, che da sola investe di più in ricerca e sviluppo rispetto all’intero manifatturiero italiano. Le aziende di questo comparto, infatti, nonostante la loro bassa numerosità fanno registrare nel 32,7% dei casi uno score massimo di innovazione e nel 32,7% un punteggio sopra la media. A fronte di circa 150mila imprese con una digital attitude alta, i settori in cui si concentrano maggiormente quest’ultime sono il commercio (29,2%), il manifatturiero (20,7%), i servizi di comunicazione e informazione (9,9%), le le attività professionali scientifiche e tecniche (9,8%), le costruzioni 4%, i servizi immobiliari (3,8%) e i servizi di trasporto e magazzinaggio (1,5%). Nel comparto manifatturiero a puntare forte sulla digitalizzazione sono soprattutto il settore farmaceutico e quello chimico.

La digital attitude e la propensione all’innovazione delle imprese femminili

Le oltre 960mila imprese femminili attive nel nostro Paese, il 18,5% del totale delle imprese nazionali, nell’11,9% dei casi hanno uno score d’innovazione nelle media, nel 6,5% uno score più alto della media e nell’1,3% dei casi uno score massimo. Le realtà con uno score basso, invece sono il 42,5%, mentre quelle con un punteggio sotto la media il 28,5%. Le imprese femminili si segnalano per una scarsa dimestichezza con il canale digitale. Poco più di tre imprese su quattro, infatti, il 75,3% fa registrare una digital attitude bassa. Al contrario, sono minori di realtà guidate da donne con un punteggio alto (2,5%), sopra la media (3,6%) o nella media (4,8%), ossia le realtà imprenditoriali che mostrano una buona affinità con le tecnologie ITC.

La digital attitude e la propensione all’innovazione delle imprese giovanili

Le 860mila imprese giovanili si contraddistinguono per uno scarsa propensione all’innovazione: il 12,6% ha uno score basso, il 50,6% uno al di sotto della media, il 3,7% uno score medio, il 6% uno sopra la media e solo l’1,6 fa registrare una propensione all’innovazione alta. Discorso simile anche per quanto riguarda la digital attitude, ovvero la propensione all'adozione di processi digitali e l’utilizzo di strumenti di webmarketing. Le aziende del settore, infatti, fanno registrare nel 78% dei casi un punteggio basso, nel 3,4% un punteggio al di sotto della media, nel 3,7% uno score medio, nel 2,1% uno sopra la media e solo nell’1,4% dei casi una digital attitude alta.

Innovazione e digitalizzazione e la correlazione con la performance economica

A riprova del fatto che l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione sono due importanti fattori per la crescita aziendale, le aziende con elevata propensione all’innovazione fanno registrare un valore medio del fatturato di 15,7 milioni di euro, contro i 4,9 milioni di euro delle imprese con uno score sopra la media e 1 milione di euro di quelle con uno score medio.

digitalizzazione

Le realtà imprenditoriali invece sotto la media o con uno score basso fanno registrare un valore medio decisamente più basso, rispettivamente di 222mila euro e 61mila euro. Infine è da sottolineare anche la correlazione positiva tra performance economica e digital attitude. Le imprese che si sono mosse in direzione di una maggiore digitalizzazione, infatti, dimostrano un valore medio del fatturato molto più alto rispetto a quelle che non l’hanno ancora fatto: le imprese con una digital attitude alta fatturano in media 10,8 milioni di euro, quelle sopra la media 5,3 milioni di euro, quelle con uno score medio 1,7 milioni di euro, quelle sotto la media 1,1 milioni di euro e quelle con una digital attitude bassa 151mila euro.

 


CHI SIAMO?

iCRIBIS, è il canale e-commerce di Cribis D&B per accedere alla banca dati di Informazioni Commerciali sulle imprese. iCRIBIS soddisfa le esigenze di piccole imprese e professionisti, che hanno la necessità di tutelare i propri crediti e di ridurre gli insoluti. E' la scelta quotidiana di migliaia di piccole aziende e privati che, in modo semplice e conveniente, riescono a informarsi su clienti, fornitori e concorrenti, con la garanzia di dati di qualità, accessibili in qualsiasi momento direttamente online.

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