IL MERCATO DEL PET ITALIA


Sono circa 60 milioni gli animali da compagnia in Italia: 14 milioni tra cani (48,2%) e gatti (51,8%) e altri 46 milioni tra pesci, roditori, volatili, tartarughe, rettili e altri animali esotici (Assalco – Zoomark 2015).

Sempre più quest’ultimi rappresentano una presenza costante nelle famiglie italiane e sempre più i proprietari mostrano un’attenzione particolare al loro benessere e alla loro salute, determinando così la crescita contestuale del mercato dei prodotti e servizi specifici per la loro alimentazione (pet food) e cura. La stragrande maggioranza (84,5%) delle imprese che compongono il mercato eroga servizi di cura rivolti agli animali da compagnia (presa in pensione, custodia, addestramento, tolettatura, attività di dog-sitting etc). Il 13,4% fornisce servizi veterinari, ovvero attività cliniche e diagnostiche svolte da veterinari qualificati in strutture come ambulatori, canili, cliniche, ricoveri e fattorie. Infine il restante 2,1% si occupa della produzione di prodotti specifici per l’alimentazione degli animali da compagnia.

A livello territoriale per quanto riguarda il pet food si evidenzia una forte concentrazione delle aziende produttrici nel Nord-Est (37,8%) con una percentuale del 20,3% in Emilia-Romagna, del 12,2% in Veneto e del 5,3% in Friuli-Venezia Giulia. Il Nord-Ovest (27,6%), invece è l’area geografica principale sul fronte dei servizi di cura, dove Piemonte e Lombardia, ovvero le due principali regioni, pesano rispettivamente l’8,1% e il 16,5%.

Il tessuto imprenditoriale è estremamente eterogeneo e varia in base allo specifico ambito di mercato. Da un lato, infatti, il comparto del pet food è caratterizzato in prevalenza da piccole e medie imprese, società di capitali o assimilabili (71,6%), con una media di circa 16 dipendenti e con un costo del personale medio di circa 786.993 euro. Dall’altra il comparto dei servizi rivolti agli animali da compagnia si differenzia per la presenza ampia di micro imprese, nel 76,8% dei casi imprese individuali e con una media dipendenti di 3,2 unità.

Infine il dato relativo l’anzianità aziendale è esemplificativo nel mettere in risalto come lo sviluppo del mercato sia avvenuto a partire dai primi anni 2000: l’85,7% delle imprese, infatti, è nato dopo il 2001. Nello specifico la percentuale di aziende “giovani” è particolarmente alta nel settore dei servizi veterinari (80,5%) e in quello dei servizi di cura degli animali da compagnia (87,5%), mentre è significativamente inferiore nella produzione di prodotti alimentari (48,6%).

IL MERCATO DEL PET ITALIA


Sono circa 60 milioni gli animali da compagnia in Italia: 14 milioni tra cani (48,2%) e gatti (51,8%) e altri 46 milioni tra pesci, roditori, volatili, tartarughe, rettili e altri animali esotici (Assalco – Zoomark 2015).

Sempre più quest’ultimi rappresentano una presenza costante nelle famiglie italiane e sempre più i proprietari mostrano un’attenzione particolare al loro benessere e alla loro salute, determinando così la crescita contestuale del mercato dei prodotti e servizi specifici per la loro alimentazione (pet food) e cura. La stragrande maggioranza (84,5%) delle imprese che compongono il mercato eroga servizi di cura rivolti agli animali da compagnia (presa in pensione, custodia, addestramento, tolettatura, attività di dog-sitting etc). Il 13,4% fornisce servizi veterinari, ovvero attività cliniche e diagnostiche svolte da veterinari qualificati in strutture come ambulatori, canili, cliniche, ricoveri e fattorie. Infine il restante 2,1% si occupa della produzione di prodotti specifici per l’alimentazione degli animali da compagnia.

A livello territoriale per quanto riguarda il pet food si evidenzia una forte concentrazione delle aziende produttrici nel Nord-Est (37,8%) con una percentuale del 20,3% in Emilia-Romagna, del 12,2% in Veneto e del 5,3% in Friuli-Venezia Giulia. Il Nord-Ovest (27,6%), invece è l’area geografica principale sul fronte dei servizi di cura, dove Piemonte e Lombardia, ovvero le due principali regioni, pesano rispettivamente l’8,1% e il 16,5%.

Il tessuto imprenditoriale è estremamente eterogeneo e varia in base allo specifico ambito di mercato. Da un lato, infatti, il comparto del pet food è caratterizzato in prevalenza da piccole e medie imprese, società di capitali o assimilabili (71,6%), con una media di circa 16 dipendenti e con un costo del personale medio di circa 786.993 euro. Dall’altra il comparto dei servizi rivolti agli animali da compagnia si differenzia per la presenza ampia di micro imprese, nel 76,8% dei casi imprese individuali e con una media dipendenti di 3,2 unità.

Infine il dato relativo l’anzianità aziendale è esemplificativo nel mettere in risalto come lo sviluppo del mercato sia avvenuto a partire dai primi anni 2000: l’85,7% delle imprese, infatti, è nato dopo il 2001. Nello specifico la percentuale di aziende “giovani” è particolarmente alta nel settore dei servizi veterinari (80,5%) e in quello dei servizi di cura degli animali da compagnia (87,5%), mentre è significativamente inferiore nella produzione di prodotti alimentari (48,6%).

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