La cosmetica tricolore: fatturato, trend e dati 2026


Pubblicazione Marzo 2026

Il settore cosmetico in Italia

Il settore cosmetico è pronto per il consueto appuntamento con Cosmoprof Worldwide, l'evento globale del beauty che anche quest’anno, dal 26 al 29 marzo, si terrà nel Quartiere Fieristico di Bologna. In questo osservatorio imprese iCRIBIS, analizzeremo proprio le imprese del cosmetico attive nel nostro Paese, ovvero quelle che rientrano nelle classi 20.42, 46.45 e 47.75 della classificazione delle attività economiche ATECO.

infografica

La distribuzione geografica del settore cosmetico

Le circa 14.078 imprese del comparto della cosmesi attive in Italia si trovano in prevalenza nell’Italia centrale:

● Centro e Mezzogiorno: 29,2% nel Centro, il 20,3% nel Sud e il 10,4% nelle Isole
● Nord-Italia: il 24,3% nel Nord-Ovest e il 15,8% nel Nord-Est

La distribuzione per regione della cosmetica tricolore

Nelle prime tre posizioni della distribuzione regionale delle imprese del cosmetico in Italia troviamo Lombardia (15,9%), Campania (14,5%) e Lazio (10,6%). Completano la classifica Sicilia (8,6%), Puglia (7,9%), Emilia-Romagna (7,1%), Veneto (6,3%), Toscana (5,7%), Piemonte (5,7%), Calabria (3,4%), Liguria (2,6%), Marche (2,5%), Abruzzo (2,1%), Sardegna (1,8%), Umbria (1,5%), Friuli-Venezia Giulia (1,3%), Trentino-Alto Adige (1,1%), Basilicata (0,9%), Molise (0,4%) e Valle D’Aosta (0,1%).

● Regioni Top: Lombardia (15,9%), Campania (14,5%) e Lazio (10,6%)

La distribuzione provinciale delle imprese cosmetiche

La provincia con la più alta concentrazione di imprese del settore è Napoli con il 8,3% del totale delle imprese della cosmetica tricolore. Completano le prime dieci posizioni della classifica delle province: Roma (7,9%), Milano (7,1%), Torino (3,3%), Salerno (2,7%), Caserta (2,5%), Palermo (2,4%), Catania (2,4%), Bari (2,3%) e Brescia (2,2%).

● Province principali: Napoli (8,3%), Roma (7,9%), Milano (7,1%)

La distribuzione per provincia

La provincia con la più alta concentrazione di imprese del settore calzaturiero è Napoli con il 12,1% del totale. Completano le prime dieci posizioni della distribuzione provinciale Fermo (6,7%), Firenze (4,7%), Caserta (3,9%), Milano (3,6%), Macerata (3,4%), Venezia (2,2%), Torino (2,1%), Pisa (2%) e Padova (1,9%).

Province principali: Napoli (12,1%), Fermo (6,7%), Firenze (4,7%)

Le caratteristiche delle imprese del settore beauty

ateco

I codici Ateco del settore

La popolazione del settore è formata per circa il 60,7% da attività del retail di prodotti cosmetici e articoli di profumeria, seguono i grossisti di profumi e cosmetici con il 29,6%, mentre le aziende appartenenti al manifatturiero della cosmetica sono il restante 9,7%.

● 60,7% commercio al dettaglio di cosmetici e di articoli di profumeria (47.75)
● 29,6% commercio all’ingrosso di profumi e cosmetici (46.45)
● 9,7% fabbricazione al dettaglio di profumi e cosmetici (20.4)

L’occupazione nel settore della cosmetica

occupazione

Dal punto di vista degli occupati il 64,3% delle aziende impiega meno di due dipendenti;, il 13,3% da due a tre;, il 6,2% da tre a quattro; il 5,7% da quattro fino a sei; il restante 10,5% circa ne impiega più di sei.

64,3% delle imprese cosmetiche impiega meno di 2 dipendenti
● 10,5% impiega 6 o più dipendenti

La dimensione aziendale del settore della cosmesi

Il settore dei cosmetici è formato per una grandissima parte da microimprese: il 93,6% delle realtà imprenditoriali analizzate. Il restante 6,4%, invece, si suddivide tra PMI (6,2%) e grandi imprese (0,2%).

Microimprese: 93,6%
● Piccole imprese: 4,8%
● Medie imprese: 1,4%
● Grandi imprese: 0,2%

La forma legale delle imprese della cosmetica italiana

L’analisi della forma legale del settore mostra una presenza forte di imprese individuali (48,6%), seguite a stretto giro dalle società di capitali (39,8%). Minore, invece, è la presenza di società di persone, pari al 11,4%, mentre è residuale la percentuale delle altre forme societarie, pari allo 0,2%.

Imprese individuali: 48,6%
● Società di capitali: 39,8%
● Società di capitali: 11,4%
● Altre forme societarie: 0,2%

La distribuzione del rischio nel settore del beauty

Il quadro che emerge è quello di un settore caratterizzato da una rischiosità elevata, con circa sei imprese su dieci (oltre il 59%) che presentano un livello di rischio pari o superiore alla media. Allo stesso tempo, la presenza di una quota non trascurabile di aziende a rischio massimo impone particolare cautela nella gestione dei rapporti commerciali.

L’indicatore di affidabilità economico-commerciale delle imprese cosmetiche è stato ottenuto utilizzando variabili, tra le quali indicatori e dati di bilancio, informazioni anagrafiche, anzianità aziendale, dati relativi alle esperienze di pagamento, la presenza di informazioni negative.

● Rischio minimo: 6,6%
● Rischio inferiore alla media: 34.2%
Rischio superiore alla media: 44,8%
● Rischio massimo: 14,3%
● Rischio non valutabile: 0,3%

La propensione all'internazionalizzazione, la digital attitude e l’innovazione della cosmetica

La propensione all'export

Il settore cosmetico italiano si conferma con una bassa propensione all'internazionalizzazione, e una predilezione al mercato domestico, oltre la metà delle imprese, il 51,2%, infatti, presenta livelli molto bassi e il 26,9% circa si colloca sotto la media.

Alto (livello 1): 5,8%
● Sopra la media (livello 2): 5,8%
● Medio (livello 3): 8,2%
● Sotto la media (livello 4): 26,9%
Molto basso (livello 5): 51,2%
● Non disponibile: 2,1%

digital

La digital attitude

Il settore cosmetici conferma un gap digitale marcato, con il 66,2% delle imprese ancora a livelli molto bassi, pur mostrando una quota che si attesta al 12,5% di aziende con un livello di digitalizzazione alto.

Alto (livello 1): 12,5%
● Sopra la media (livello 2): 7,4%
● Medio (livello 3): 6,8%
● Sotto la media (livello 4): 4,6%
Molto basso (livello 5): 66,2%
● Non disponibile: 2,5%

La propensione all'innovazione

Nel settore dei profumi e cosmetici, la propensione all'innovazione resta prevalentemente bassa: il 38,6% delle imprese si colloca su livelli molto bassi, mentre solo il 6,4% raggiunge uno score alto.

Alto (livello 1): 6,4%
● Sopra la media (livello 2): 16,1%
● Medio (livello 3): 12,3%
● Sotto la media (livello 4): 24,1%
Molto basso (livello 5): 38,6%
● Non disponibile: 2,5%

Le classi di fatturato stimato del settore dei cosmetici

Quando si analizza il fatturato stimato (disponibile per società di persone e ditte individuali non obbligate a depositare il bilancio) del settore dei cosmetici emerge una realtà molto notevole eterogeneità.Il settore, infatti, presenta realtà molto diverse tra loro per dimensioni, struttura e capacità di generare ricavi.
Il 28,1% delle aziende dichiara un fatturato inferiore a 100.000€, tra queste il 27,9% si attesta nella fascia 50.000-99999€. Il 68%, si concentra nella fascia 100.000–499.999€, il 2,7% rientra nella fascia 500.000–999.999€, l’1,1% nella fascia 1.000.000–4.999.999€, mentre il restante 0,1% dichiara un fatturato stimato superiore a 5.000.000€.

● Fascia di fatturato stimato €100.000 – 499.999€: 68% delle imprese

Il fatturato da bilancio del settore cosmetico

Il dato riguardante il fatturato delle società di capitali del settore offre l’istantanea di un settore in salute negli ultimi anni: 21.000.000.000€ nel 2024 (+10,5% rispetto al 2023 e +16,7% rispetto al 2022), con un valore medio dichiarato che si aggira intorno a 1.492.000€.

Le aziende delle quali si conosce il fatturato si attestano prevalentemente nelle fasce medie di fatturato: il 10,8% di queste ultime, infatti, fattura meno di 10.000€, il 9,3% si attesta nella fascia 10.000 - 49.999€, l’8,5% nella fascia 50.000 - 99.999€, il 28,8% nella fascia 100.000 - 499.999€, il 12,6% nella fascia 500.000 - 999.999€, il 18,6% nella fascia 1.000.000 - 4.999.999€, il 4,4% nella fascia 5.000.000 - 999.999€, il 5% nella fascia 10.000.000 - 49.999.999€ e infine il 2% che ha un fatturato superiore a 50.000.000€.

 ● Fascia di fatturato €100.000 - 499.999€: 28,8% delle imprese

Sintesi

Settore: Cosmetico (Ateco 20.42, 46.45, 47.75)
Numero aziende del settore: 14.078 imprese attive
Fatturato
(da bilancio):21.000.000.000€ (+10,5% rispetto al 2023)
Microimprese: 93,6% del totale
Forme giuridiche: 48,6% imprese individuali
Rischio economico-commerciale del settore:
superiore alla media

Insight strategici

● Opportunità: sostenibilità e trend green: crescente domanda per prodotti bio/eco-friendly, multifunzione e per la neurocosmesi.
● Criticità: forte polverizzazione del settore con prevalenza di microimprese con limiti di scala e di risorse per la formazione o l’innovazione.
● Driver di crescita: importanti prospettive e margini di crescita per l'export e i prodotti cosmetici Made in Italy.

Le aziende top del settore della cosmetica per fatturato

Nelle prime dieci posizioni della classifica delle aziende del settore cosmetico con il fatturato d’esercizio più alto troviamo:

 


CHI SIAMO

iCRIBIS è il portale e-commerce di Cribis che offre accesso alla banca dati di informazioni commerciali su imprese italiane ed estere. Ideale per piccole imprese e professionisti, iCRIBIS aiuta a tutelare i crediti e ridurre gli insoluti. Migliaia di piccole aziende e privati lo scelgono quotidianamente per informarsi su clienti, fornitori e concorrenti, con la garanzia di dati di qualità, sempre accessibili online.

La cosmetica tricolore: fatturato, trend e dati 2026


Pubblicazione Marzo 2026

Il settore cosmetico in Italia

Il settore cosmetico è pronto per il consueto appuntamento con Cosmoprof Worldwide, l'evento globale del beauty che anche quest’anno, dal 26 al 29 marzo, si terrà nel Quartiere Fieristico di Bologna. In questo osservatorio imprese iCRIBIS, analizzeremo proprio le imprese del cosmetico attive nel nostro Paese, ovvero quelle che rientrano nelle classi 20.42, 46.45 e 47.75 della classificazione delle attività economiche ATECO.

infografica

La distribuzione geografica del settore cosmetico

Le circa 14.078 imprese del comparto della cosmesi attive in Italia si trovano in prevalenza nell’Italia centrale:

● Centro e Mezzogiorno: 29,2% nel Centro, il 20,3% nel Sud e il 10,4% nelle Isole
● Nord-Italia: il 24,3% nel Nord-Ovest e il 15,8% nel Nord-Est

La distribuzione per regione della cosmetica tricolore

Nelle prime tre posizioni della distribuzione regionale delle imprese del cosmetico in Italia troviamo Lombardia (15,9%), Campania (14,5%) e Lazio (10,6%). Completano la classifica Sicilia (8,6%), Puglia (7,9%), Emilia-Romagna (7,1%), Veneto (6,3%), Toscana (5,7%), Piemonte (5,7%), Calabria (3,4%), Liguria (2,6%), Marche (2,5%), Abruzzo (2,1%), Sardegna (1,8%), Umbria (1,5%), Friuli-Venezia Giulia (1,3%), Trentino-Alto Adige (1,1%), Basilicata (0,9%), Molise (0,4%) e Valle D’Aosta (0,1%).

● Regioni Top: Lombardia (15,9%), Campania (14,5%) e Lazio (10,6%)

La distribuzione provinciale delle imprese cosmetiche

La provincia con la più alta concentrazione di imprese del settore è Napoli con il 8,3% del totale delle imprese della cosmetica tricolore. Completano le prime dieci posizioni della classifica delle province: Roma (7,9%), Milano (7,1%), Torino (3,3%), Salerno (2,7%), Caserta (2,5%), Palermo (2,4%), Catania (2,4%), Bari (2,3%) e Brescia (2,2%).

● Province principali: Napoli (8,3%), Roma (7,9%), Milano (7,1%)

La distribuzione per provincia

La provincia con la più alta concentrazione di imprese del settore calzaturiero è Napoli con il 12,1% del totale. Completano le prime dieci posizioni della distribuzione provinciale Fermo (6,7%), Firenze (4,7%), Caserta (3,9%), Milano (3,6%), Macerata (3,4%), Venezia (2,2%), Torino (2,1%), Pisa (2%) e Padova (1,9%).

Province principali: Napoli (12,1%), Fermo (6,7%), Firenze (4,7%)

Le caratteristiche delle imprese del settore beauty

ateco

I codici Ateco del settore

La popolazione del settore è formata per circa il 60,7% da attività del retail di prodotti cosmetici e articoli di profumeria, seguono i grossisti di profumi e cosmetici con il 29,6%, mentre le aziende appartenenti al manifatturiero della cosmetica sono il restante 9,7%.

● 60,7% commercio al dettaglio di cosmetici e di articoli di profumeria (47.75)
● 29,6% commercio all’ingrosso di profumi e cosmetici (46.45)
● 9,7% fabbricazione al dettaglio di profumi e cosmetici (20.4)

L’occupazione nel settore della cosmetica

occupazione

Dal punto di vista degli occupati il 64,3% delle aziende impiega meno di due dipendenti;, il 13,3% da due a tre;, il 6,2% da tre a quattro; il 5,7% da quattro fino a sei; il restante 10,5% circa ne impiega più di sei.

64,3% delle imprese cosmetiche impiega meno di 2 dipendenti
● 10,5% impiega 6 o più dipendenti

La dimensione aziendale del settore della cosmesi

Il settore dei cosmetici è formato per una grandissima parte da microimprese: il 93,6% delle realtà imprenditoriali analizzate. Il restante 6,4%, invece, si suddivide tra PMI (6,2%) e grandi imprese (0,2%).

Microimprese: 93,6%
● Piccole imprese: 4,8%
● Medie imprese: 1,4%
● Grandi imprese: 0,2%

La forma legale delle imprese della cosmetica italiana

L’analisi della forma legale del settore mostra una presenza forte di imprese individuali (48,6%), seguite a stretto giro dalle società di capitali (39,8%). Minore, invece, è la presenza di società di persone, pari al 11,4%, mentre è residuale la percentuale delle altre forme societarie, pari allo 0,2%.

Imprese individuali: 48,6%
● Società di capitali: 39,8%
● Società di capitali: 11,4%
● Altre forme societarie: 0,2%

La distribuzione del rischio nel settore del beauty

Il quadro che emerge è quello di un settore caratterizzato da una rischiosità elevata, con circa sei imprese su dieci (oltre il 59%) che presentano un livello di rischio pari o superiore alla media. Allo stesso tempo, la presenza di una quota non trascurabile di aziende a rischio massimo impone particolare cautela nella gestione dei rapporti commerciali.

L’indicatore di affidabilità economico-commerciale delle imprese cosmetiche è stato ottenuto utilizzando variabili, tra le quali indicatori e dati di bilancio, informazioni anagrafiche, anzianità aziendale, dati relativi alle esperienze di pagamento, la presenza di informazioni negative.

● Rischio minimo: 6,6%
● Rischio inferiore alla media: 34.2%
Rischio superiore alla media: 44,8%
● Rischio massimo: 14,3%
● Rischio non valutabile: 0,3%

La propensione all'internazionalizzazione, la digital attitude e l’innovazione della cosmetica

La propensione all'export

Il settore cosmetico italiano si conferma con una bassa propensione all'internazionalizzazione, e una predilezione al mercato domestico, oltre la metà delle imprese, il 51,2%, infatti, presenta livelli molto bassi e il 26,9% circa si colloca sotto la media.

Alto (livello 1): 5,8%
● Sopra la media (livello 2): 5,8%
● Medio (livello 3): 8,2%
● Sotto la media (livello 4): 26,9%
Molto basso (livello 5): 51,2%
● Non disponibile: 2,1%

digital

La digital attitude

Il settore cosmetici conferma un gap digitale marcato, con il 66,2% delle imprese ancora a livelli molto bassi, pur mostrando una quota che si attesta al 12,5% di aziende con un livello di digitalizzazione alto.

Alto (livello 1): 12,5%
● Sopra la media (livello 2): 7,4%
● Medio (livello 3): 6,8%
● Sotto la media (livello 4): 4,6%
Molto basso (livello 5): 66,2%
● Non disponibile: 2,5%

La propensione all'innovazione

Nel settore dei profumi e cosmetici, la propensione all'innovazione resta prevalentemente bassa: il 38,6% delle imprese si colloca su livelli molto bassi, mentre solo il 6,4% raggiunge uno score alto.

Alto (livello 1): 6,4%
● Sopra la media (livello 2): 16,1%
● Medio (livello 3): 12,3%
● Sotto la media (livello 4): 24,1%
Molto basso (livello 5): 38,6%
● Non disponibile: 2,5%

Le classi di fatturato stimato del settore dei cosmetici

Quando si analizza il fatturato stimato (disponibile per società di persone e ditte individuali non obbligate a depositare il bilancio) del settore dei cosmetici emerge una realtà molto notevole eterogeneità.Il settore, infatti, presenta realtà molto diverse tra loro per dimensioni, struttura e capacità di generare ricavi.
Il 28,1% delle aziende dichiara un fatturato inferiore a 100.000€, tra queste il 27,9% si attesta nella fascia 50.000-99999€. Il 68%, si concentra nella fascia 100.000–499.999€, il 2,7% rientra nella fascia 500.000–999.999€, l’1,1% nella fascia 1.000.000–4.999.999€, mentre il restante 0,1% dichiara un fatturato stimato superiore a 5.000.000€.

● Fascia di fatturato stimato €100.000 – 499.999€: 68% delle imprese

Il fatturato da bilancio del settore cosmetico

Il dato riguardante il fatturato delle società di capitali del settore offre l’istantanea di un settore in salute negli ultimi anni: 21.000.000.000€ nel 2024 (+10,5% rispetto al 2023 e +16,7% rispetto al 2022), con un valore medio dichiarato che si aggira intorno a 1.492.000€.

Le aziende delle quali si conosce il fatturato si attestano prevalentemente nelle fasce medie di fatturato: il 10,8% di queste ultime, infatti, fattura meno di 10.000€, il 9,3% si attesta nella fascia 10.000 - 49.999€, l’8,5% nella fascia 50.000 - 99.999€, il 28,8% nella fascia 100.000 - 499.999€, il 12,6% nella fascia 500.000 - 999.999€, il 18,6% nella fascia 1.000.000 - 4.999.999€, il 4,4% nella fascia 5.000.000 - 999.999€, il 5% nella fascia 10.000.000 - 49.999.999€ e infine il 2% che ha un fatturato superiore a 50.000.000€.

 ● Fascia di fatturato €100.000 - 499.999€: 28,8% delle imprese

Sintesi

Settore: Cosmetico (Ateco 20.42, 46.45, 47.75)
Numero aziende del settore: 14.078 imprese attive
Fatturato
(da bilancio):21.000.000.000€ (+10,5% rispetto al 2023)
Microimprese: 93,6% del totale
Forme giuridiche: 48,6% imprese individuali
Rischio economico-commerciale del settore:
superiore alla media

Insight strategici

● Opportunità: sostenibilità e trend green: crescente domanda per prodotti bio/eco-friendly, multifunzione e per la neurocosmesi.
● Criticità: forte polverizzazione del settore con prevalenza di microimprese con limiti di scala e di risorse per la formazione o l’innovazione.
● Driver di crescita: importanti prospettive e margini di crescita per l'export e i prodotti cosmetici Made in Italy.

Le aziende top del settore della cosmetica per fatturato

Nelle prime dieci posizioni della classifica delle aziende del settore cosmetico con il fatturato d’esercizio più alto troviamo:

 


CHI SIAMO

iCRIBIS è il portale e-commerce di Cribis che offre accesso alla banca dati di informazioni commerciali su imprese italiane ed estere. Ideale per piccole imprese e professionisti, iCRIBIS aiuta a tutelare i crediti e ridurre gli insoluti. Migliaia di piccole aziende e privati lo scelgono quotidianamente per informarsi su clienti, fornitori e concorrenti, con la garanzia di dati di qualità, sempre accessibili online.

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