I servizi di parrucchieri e barbieri: trend, fatturato e dati 2026


Pubblicazione Marzo 2026

Il settore dei servizi di barbieri e parrucchieri

Il settore dei servizi di barbieri e parrucchieri rappresenta uno dei pilastri più dinamici dei servizi alla persona. Tradizione artigiana e nuove tendenze si fondono in un mercato in costante evoluzione. Negli ultimi anni, infatti, saloni indipendenti e catene hanno riposizionato la propria offerta tra cura estetica, branding e social experience, rispondendo a una clientela sempre più attenta alla personalità del proprio look.

In questo osservatorio imprese iCRIBIS, analizzeremo le realtà attive in Italia, che rientrano nella classe 96.21 della classificazione delle attività economiche ATECO.

infografica

La distribuzione geografica dei servizi di parrucchieri e barbieri

I circa 102.024 servizi di acconciatori attivi in Italia si distribuiscono in prevalenza nella parte nord-occidentale della penisola italiana:

● Nord-Italia: il 26,9% nel Nord-Ovest e il 19% nel Nord-Est
● Centro e Mezzogiorno: 20,1% nel Centro il 23,9% nel Sud Italia e il 10,1% nelle Isole

La distribuzione regionale dei saloni di barbieri e parrucchieri

distribuzione

Nelle prime tre posizioni della distribuzione regionale dei servizi di hair stylist troviamo Lombardia (16,1%), Lazio (9,5%) e Campania (9,4%). Completano la classifica Veneto (8,1%), Piemonte (8%), Sicilia (7,5%), Emilia-Romagna (7,4%), Puglia (6,8%), Toscana (6,3%), Calabria (3,4%), Marche (2,7%), Abruzzo (2,7%), Liguria (2,6%), Sardegna (2,6%), Friuli-Venezia Giulia (1,9%), Umbria (1,6%), Trentino-Alto Adige (1,6%), Basilicata (1%), Molise (0,6%) e Valle D’Aosta (0,2%).

● Regioni Top: Lombardia (16,1%), Lazio (9,5%) e Campania (9,4%)

La distribuzione per provincia dei servizi di ristorazione

La provincia con la più alta concentrazione di acconciatori è Roma con il 6,8% del totale di servizi di parrucchiere e barbiere. Completano la “top ten” delle province Milano (4,9%), Napoli (4,7%), Torino (4%), Salerno (2,1%), Brescia (2,1%), Bari (2%), Bergamo (1,9%), Palermo (1,8%) e Verona (1,7%).

● Province principali: Roma (6,8%), Milano (4,9%), Napoli (4,7%)

Le caratteristiche delle imprese dei servizi di parrucchieri e barbieri

L’occupazione nel settore dei saloni di barbieri e parrucchieri

occupazione

Dal punto di vista occupazionale, oltre la metà del settore (il 55,2% del totale), impiega meno di due dipendenti, mentre l’11,4% circa ne impiega più di quattro.

55,2% impiega meno di 2 dipendenti
11,4% impiega 4 o più dipendenti

La dimensione aziendale del settore

Il settore degli hair stylist è composto nella quasi totalità dei casi da microimprese: il 99,5% delle realtà analizzate.
Il restante 0,5%, invece, si distribuisce tra piccole imprese (0,4%) e medie imprese (0,1%).

● Microimprese: 99,5%
● Piccole imprese: 0,4%
● Medie imprese: 0,1%

La forma giuridica dei servizi di parrucchieri e barbieri

L’analisi della struttura giuridica del settore mostra una netta predominanza di ditte individuali, che rappresentano l’84,6% del totale. Seguono le società di persone, pari al 9,8%, mentre le società di capitali costituiscono una quota più contenuta, pari al 5,6%.

● Imprese individuali: 84,6%
● Società di persone: 9,8%
● Società di capitali: 5,6%

La distribuzione del rischio nel settore

Nel settore tricolore dei servizi di barbieri e parrucchieri emerge un tessuto imprenditoriale complessivamente meno esposto al rischio economico-commerciale rispetto alla media nazionale. Solo una parte delle imprese, in particolare le ditte individuali, presenta fragilità finanziarie legate a bilanci di piccole dimensioni e a una gestione dei pagamenti non sempre puntuale, elementi che possono generare criticità per clienti e fornitori lungo la filiera.

L’indicatore di affidabilità commerciale delle imprese è stato ottenuto utilizzando diverse variabili, tra le quali indicatori e dati di bilancio, informazioni anagrafiche, anzianità aziendale, dati relativi alle esperienze di pagamento, la presenza di informazioni negative.

● Rischio minimo: 9,8%
● Rischio inferiore alla media: 65,6%
● Rischio superiore alla media: 21,9%
● Rischio massimo: 2,6%
● Rischio non valutabile: 0,1%

La propensione all'internazionalizzazione, la digital attitude e l’innovazione

La propensione all'export

Il settore dei barbieri e parrucchieri mostra una propensione all'internazionalizzazione limitata: l’83,5% delle imprese, infatti, presenta livelli molto bassi e solo lo 0,1% si colloca su valori medi. Un dato che conferma il carattere fortemente locale e di prossimità di questa tipologia di servizi, ancora poco proiettata verso i mercati esteri.

● Medio (livello 3): 0,1%
● Sotto la media (livello 4): 15,2%
● Molto basso (livello 5): 83,6%
● Non disponibile: 1,1%

La digital attitude

Il settore degli acconciatori si caratterizza per un livello di digitalizzazione estremamente basso: il 91,9% delle attività, infatti, presenta una propensione al digitale molto ridotta, mentre solo una minima parte, circa il 4,6% del totale, raggiunge o supera la media. Un dato che evidenzia un ampio margine di crescita nell’adozione di strumenti digitali e tecnologie ICT per la gestione e la promozione del business.

● Alto (livello 1): 0,4%
● Sopra la media (livello 2): 1,6%
● Medio (livello 3): 2,6%
● Sotto la media (livello 4): 2%
Molto basso (livello 5): 91,9%
● Non disponibile: 1,5%

La propensione all'innovazione

La propensione all’innovazione nel settore appare ancora contenuta: oltre la metà dei saloni di parrucchieri e barbieri, il 52,9% del totale, è scarsamente orientata al cambiamento e solo una quota marginale, pari al 2,9% si colloca sopra la media. Un segnale che evidenzia la necessità di investimenti più decisi in termini di innovazione.

● Alto (livello 1): 0,4%
● Sopra la media (livello 2): 2,5%
● Medio (livello 3): 9,9%
● Sotto la media (livello 4): 32,9%
● Molto basso (livello 5): 52,8%
● Non disponibile: 1,5%

Le classi di fatturato stimato

Quando si analizza il fatturato stimato, disponibile per società di persone e ditte individuali non obbligate al deposito del bilancio, emerge una notevole eterogeneità. Il settore dei saloni di parrucchieri e barbieri, infatti, presenta realtà molto diverse tra loro per dimensioni, struttura e capacità di generare ricavi.
Circa tre imprese su quattro, il 75,5% delle aziende dichiara meno di 100.000€, tra queste il 50,2% si attesta nella fascia 10.000–49.999€. L’11,8%, si concentra nella fascia 100.000–499.999€, segnale di attività più consolidate e stabili nel mercato. Solo lo 0,1% raggiunge un fatturato superiore a 500.000€.

● Fascia di fatturato stimato €10.000 – 49.999€: 50,2% delle imprese

Il fatturato dei servizi di barbieri e parrucchieri

Il dato riguardante il fatturato delle società di capitali del settore offre l’istantanea di un settore in crescita: 653.000.000€ nel 2024 (+5,7% rispetto al 2023 e +17,9% rispetto al 2022), con un valore medio dichiarato che si aggira intorno a 6.410€.
Le aziende delle quali si conosce il bilancio si attestano nelle fasce di fatturato medio basse: il 6,3% di queste ultime, infatti, fattura meno di 10.000€, il 18,6% si attesta nella fascia 10.000 - 49.999€, il 21,4% nella fascia 50.000 - 99.999€, il 46,8% nella fascia 100.000 - 499.999€, il 5,2% nella fascia 500.000 - 999.999€ e l’1,6% nella fascia 1.000.000 - 4.999.999€. Infine sono residuali le realtà del settore degli acconciatori che fatturano più di 5.000.000€ che si attestano allo 0,1%.

● Fascia di fatturato da bilancio €100.000 - 499.999€: 46,8% delle imprese

Sintesi

Settore: Servizi di parrucchieri e barbieri (Ateco 96.21)
Numero aziende del settore: 102.024 imprese attive
Fatturato (da bilancio): 653.000.000€ (+5,7% rispetto al 2023)
Microimprese: 99,5% del totale
Forme giuridiche: 84,6% imprese individuali
Rischio economico-commerciale del settore: più basso della media

Insight strategici

● Opportunità: domanda stabile e diffusa su tutto il territorio nazionale, con oltre 102mila imprese attive e una forte presenza nelle regioni più popolose, che garantisce un mercato ampio e costante.
● Criticità: struttura estremamente frammentata, composta quasi esclusivamente da microimprese, con risorse limitate per investimenti in tecnologia, formazione e crescita dimensionale.

Le aziende top del settore parrucchieri e barbieri per fatturato

Nella “top ten” delle aziende del settore italiano degli acconciatori con il fatturato d’esercizio più alto troviamo:

 


CHI SIAMO

iCRIBIS è il portale e-commerce di Cribis che offre accesso alla banca dati di informazioni commerciali su imprese italiane ed estere. Ideale per piccole imprese e professionisti, iCRIBIS aiuta a tutelare i crediti e ridurre gli insoluti. Migliaia di piccole aziende e privati lo scelgono quotidianamente per informarsi su clienti, fornitori e concorrenti, con la garanzia di dati di qualità, sempre accessibili online.

I servizi di parrucchieri e barbieri: trend, fatturato e dati 2026


Pubblicazione Marzo 2026

Il settore dei servizi di barbieri e parrucchieri

Il settore dei servizi di barbieri e parrucchieri rappresenta uno dei pilastri più dinamici dei servizi alla persona. Tradizione artigiana e nuove tendenze si fondono in un mercato in costante evoluzione. Negli ultimi anni, infatti, saloni indipendenti e catene hanno riposizionato la propria offerta tra cura estetica, branding e social experience, rispondendo a una clientela sempre più attenta alla personalità del proprio look.

In questo osservatorio imprese iCRIBIS, analizzeremo le realtà attive in Italia, che rientrano nella classe 96.21 della classificazione delle attività economiche ATECO.

infografica

La distribuzione geografica dei servizi di parrucchieri e barbieri

I circa 102.024 servizi di acconciatori attivi in Italia si distribuiscono in prevalenza nella parte nord-occidentale della penisola italiana:

● Nord-Italia: il 26,9% nel Nord-Ovest e il 19% nel Nord-Est
● Centro e Mezzogiorno: 20,1% nel Centro il 23,9% nel Sud Italia e il 10,1% nelle Isole

La distribuzione regionale dei saloni di barbieri e parrucchieri

distribuzione

Nelle prime tre posizioni della distribuzione regionale dei servizi di hair stylist troviamo Lombardia (16,1%), Lazio (9,5%) e Campania (9,4%). Completano la classifica Veneto (8,1%), Piemonte (8%), Sicilia (7,5%), Emilia-Romagna (7,4%), Puglia (6,8%), Toscana (6,3%), Calabria (3,4%), Marche (2,7%), Abruzzo (2,7%), Liguria (2,6%), Sardegna (2,6%), Friuli-Venezia Giulia (1,9%), Umbria (1,6%), Trentino-Alto Adige (1,6%), Basilicata (1%), Molise (0,6%) e Valle D’Aosta (0,2%).

● Regioni Top: Lombardia (16,1%), Lazio (9,5%) e Campania (9,4%)

La distribuzione per provincia dei servizi di ristorazione

La provincia con la più alta concentrazione di acconciatori è Roma con il 6,8% del totale di servizi di parrucchiere e barbiere. Completano la “top ten” delle province Milano (4,9%), Napoli (4,7%), Torino (4%), Salerno (2,1%), Brescia (2,1%), Bari (2%), Bergamo (1,9%), Palermo (1,8%) e Verona (1,7%).

● Province principali: Roma (6,8%), Milano (4,9%), Napoli (4,7%)

Le caratteristiche delle imprese dei servizi di parrucchieri e barbieri

L’occupazione nel settore dei saloni di barbieri e parrucchieri

occupazione

Dal punto di vista occupazionale, oltre la metà del settore (il 55,2% del totale), impiega meno di due dipendenti, mentre l’11,4% circa ne impiega più di quattro.

55,2% impiega meno di 2 dipendenti
11,4% impiega 4 o più dipendenti

La dimensione aziendale del settore

Il settore degli hair stylist è composto nella quasi totalità dei casi da microimprese: il 99,5% delle realtà analizzate.
Il restante 0,5%, invece, si distribuisce tra piccole imprese (0,4%) e medie imprese (0,1%).

● Microimprese: 99,5%
● Piccole imprese: 0,4%
● Medie imprese: 0,1%

La forma giuridica dei servizi di parrucchieri e barbieri

L’analisi della struttura giuridica del settore mostra una netta predominanza di ditte individuali, che rappresentano l’84,6% del totale. Seguono le società di persone, pari al 9,8%, mentre le società di capitali costituiscono una quota più contenuta, pari al 5,6%.

● Imprese individuali: 84,6%
● Società di persone: 9,8%
● Società di capitali: 5,6%

La distribuzione del rischio nel settore

Nel settore tricolore dei servizi di barbieri e parrucchieri emerge un tessuto imprenditoriale complessivamente meno esposto al rischio economico-commerciale rispetto alla media nazionale. Solo una parte delle imprese, in particolare le ditte individuali, presenta fragilità finanziarie legate a bilanci di piccole dimensioni e a una gestione dei pagamenti non sempre puntuale, elementi che possono generare criticità per clienti e fornitori lungo la filiera.

L’indicatore di affidabilità commerciale delle imprese è stato ottenuto utilizzando diverse variabili, tra le quali indicatori e dati di bilancio, informazioni anagrafiche, anzianità aziendale, dati relativi alle esperienze di pagamento, la presenza di informazioni negative.

● Rischio minimo: 9,8%
● Rischio inferiore alla media: 65,6%
● Rischio superiore alla media: 21,9%
● Rischio massimo: 2,6%
● Rischio non valutabile: 0,1%

La propensione all'internazionalizzazione, la digital attitude e l’innovazione

La propensione all'export

Il settore dei barbieri e parrucchieri mostra una propensione all'internazionalizzazione limitata: l’83,5% delle imprese, infatti, presenta livelli molto bassi e solo lo 0,1% si colloca su valori medi. Un dato che conferma il carattere fortemente locale e di prossimità di questa tipologia di servizi, ancora poco proiettata verso i mercati esteri.

● Medio (livello 3): 0,1%
● Sotto la media (livello 4): 15,2%
● Molto basso (livello 5): 83,6%
● Non disponibile: 1,1%

La digital attitude

Il settore degli acconciatori si caratterizza per un livello di digitalizzazione estremamente basso: il 91,9% delle attività, infatti, presenta una propensione al digitale molto ridotta, mentre solo una minima parte, circa il 4,6% del totale, raggiunge o supera la media. Un dato che evidenzia un ampio margine di crescita nell’adozione di strumenti digitali e tecnologie ICT per la gestione e la promozione del business.

● Alto (livello 1): 0,4%
● Sopra la media (livello 2): 1,6%
● Medio (livello 3): 2,6%
● Sotto la media (livello 4): 2%
Molto basso (livello 5): 91,9%
● Non disponibile: 1,5%

La propensione all'innovazione

La propensione all’innovazione nel settore appare ancora contenuta: oltre la metà dei saloni di parrucchieri e barbieri, il 52,9% del totale, è scarsamente orientata al cambiamento e solo una quota marginale, pari al 2,9% si colloca sopra la media. Un segnale che evidenzia la necessità di investimenti più decisi in termini di innovazione.

● Alto (livello 1): 0,4%
● Sopra la media (livello 2): 2,5%
● Medio (livello 3): 9,9%
● Sotto la media (livello 4): 32,9%
● Molto basso (livello 5): 52,8%
● Non disponibile: 1,5%

Le classi di fatturato stimato

Quando si analizza il fatturato stimato, disponibile per società di persone e ditte individuali non obbligate al deposito del bilancio, emerge una notevole eterogeneità. Il settore dei saloni di parrucchieri e barbieri, infatti, presenta realtà molto diverse tra loro per dimensioni, struttura e capacità di generare ricavi.
Circa tre imprese su quattro, il 75,5% delle aziende dichiara meno di 100.000€, tra queste il 50,2% si attesta nella fascia 10.000–49.999€. L’11,8%, si concentra nella fascia 100.000–499.999€, segnale di attività più consolidate e stabili nel mercato. Solo lo 0,1% raggiunge un fatturato superiore a 500.000€.

● Fascia di fatturato stimato €10.000 – 49.999€: 50,2% delle imprese

Il fatturato dei servizi di barbieri e parrucchieri

Il dato riguardante il fatturato delle società di capitali del settore offre l’istantanea di un settore in crescita: 653.000.000€ nel 2024 (+5,7% rispetto al 2023 e +17,9% rispetto al 2022), con un valore medio dichiarato che si aggira intorno a 6.410€.
Le aziende delle quali si conosce il bilancio si attestano nelle fasce di fatturato medio basse: il 6,3% di queste ultime, infatti, fattura meno di 10.000€, il 18,6% si attesta nella fascia 10.000 - 49.999€, il 21,4% nella fascia 50.000 - 99.999€, il 46,8% nella fascia 100.000 - 499.999€, il 5,2% nella fascia 500.000 - 999.999€ e l’1,6% nella fascia 1.000.000 - 4.999.999€. Infine sono residuali le realtà del settore degli acconciatori che fatturano più di 5.000.000€ che si attestano allo 0,1%.

● Fascia di fatturato da bilancio €100.000 - 499.999€: 46,8% delle imprese

Sintesi

Settore: Servizi di parrucchieri e barbieri (Ateco 96.21)
Numero aziende del settore: 102.024 imprese attive
Fatturato (da bilancio): 653.000.000€ (+5,7% rispetto al 2023)
Microimprese: 99,5% del totale
Forme giuridiche: 84,6% imprese individuali
Rischio economico-commerciale del settore: più basso della media

Insight strategici

● Opportunità: domanda stabile e diffusa su tutto il territorio nazionale, con oltre 102mila imprese attive e una forte presenza nelle regioni più popolose, che garantisce un mercato ampio e costante.
● Criticità: struttura estremamente frammentata, composta quasi esclusivamente da microimprese, con risorse limitate per investimenti in tecnologia, formazione e crescita dimensionale.

Le aziende top del settore parrucchieri e barbieri per fatturato

Nella “top ten” delle aziende del settore italiano degli acconciatori con il fatturato d’esercizio più alto troviamo:

 


CHI SIAMO

iCRIBIS è il portale e-commerce di Cribis che offre accesso alla banca dati di informazioni commerciali su imprese italiane ed estere. Ideale per piccole imprese e professionisti, iCRIBIS aiuta a tutelare i crediti e ridurre gli insoluti. Migliaia di piccole aziende e privati lo scelgono quotidianamente per informarsi su clienti, fornitori e concorrenti, con la garanzia di dati di qualità, sempre accessibili online.

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