L’industria tessile tricolore: trend, fatturato e dati 2026
Pubblicazione Giugno 2026
Le industrie tessili in Italia
L’industria tessile rappresenta il terzo comparto del nostro manifatturiero, dopo meccanica e industria automobilistica. È una delle punte di diamante del made in Italy, forte di una tradizione profondamente radicata nel territorio e di numerosi primati: il nostro Paese, infatti, è il primo esportatore di prodotti tessili nell’Unione Europea e tra i più importanti a livello mondiale.
In questo osservatorio imprese iCRIBIS, ci concentriamo sulle imprese attive appartenenti al codice ATECO, 13 - Fabbricazione dei tessili.

La distribuzione geografica delle imprese tessili
Le circa 11.882 imprese tessili attive nel nostro Paese si trovano in prevalenza nella parte settentrionale del territorio italiano:
● Nord-Italia: il 32,6% nel Nord-Ovest e il 18,7% nel Nord-Est
● Italia centrale e Mezzogiorno: 29,1% al Centro il 15,6% nel Sud Italia e il 4% nelle Isole
La distribuzione regionale dell’industria tessile

Nelle prime tre posizioni della distribuzione regionale delle imprese tessili troviamo Lombardia (23,2%), Toscana (22%) e Veneto (9,1%). Seguono Piemonte (8,3%), Emilia-Romagna (7,3%), Campania (6,1%), Puglia (4,2%), Abruzzo (3,3%), Marche (3,2%), Sicilia (2,6%), Lazio (2,1%), Umbria (1,8%), Calabria (1,5%), Sardegna (1,4%), Friuli-Venezia Giulia (1,3%), Liguria (1%), Trentino-Alto Adige (1%), Basilicata (0,3%), Molise (0,2%) e Valle D’Aosta (0,1%).
● Regioni Top: Lombardia (23,2%), Toscana (22%) e Veneto (9,1%)
La distribuzione provinciale del settore tessile
La provincia con la più alta concentrazione di imprese tessili è Prato con il 13,3% del totale del comparto. Completano la “top ten” provinciale Varese (4,7%), Milano (4,3%), Pistoia (4%), Como (3,9%), Napoli (3,7%), Biella (3,4%), Modena (3,1%), Bergamo (3%) e Torino (2,4%).
● Province principali: Prato (13,3%), Varese (4,7%), Milano (4,3%)
Le caratteristiche delle imprese dell’industria tessile
I codici Ateco del manifatturiero tessile
La popolazione del settore tessile è formata per il 19% da imprese che si occupano del finissaggio dei tessili, segue la fabbricazione di tessili per la casa (17,9%), la tessitura (13%), la fabbricazione di ricami, tulle, pizzi e merletti (10,1%), la preparazione e la filatura di fibre tessili (10%), la fabbricazione di tessili per l’arredo (8,9%), la manifattura di altri tessuti per uso tecnico e industriale (8,4%), la fabbricazione di tessuti a maglia e all'uncinetto (4,7%), la produzione di tappeti e moquette (1,8%), la fabbricazione di tessuti non-tessuti e di articoli in tessuto non-tessuto (1,6%), la fabbricazione di spago, corde, funi e reti (1,3%), la produzione di tessili per la casa e l'arredo (1,3%), la fabbricazione di feltro e altri prodotti tessili diversi n.c.a (0,7%), la fabbricazione di tessili (0,6%), le altre fabbricazioni tessili (0,4%) e infine la produzione di altri prodotti tessili n.c.a. (0,3%)
L’occupazione nell’industria tessile
In termini occupazionali, il 53,9% delle imprese del settore tessile impiega meno di due dipendenti, mentre il 20,2% circa ne impiega più di dieci.
● 53,9% impiega meno di 2 dipendenti
● 20,2% impiega 10 o più dipendenti
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La dimensione aziendale del settore dell’industria tessile
Il settore dell’industria tessile è composto in larga parte da microimprese. Tuttavia, una quota significativa delle imprese non risulta classificabile con precisione (ND 64,50%), in quanto la definizione dimensionale dipende da variabili quali il numero di dipendenti e il fatturato.
Sulla base del campione analizzato, si osserva la seguente distribuzione:
● • Microimprese: 18,5%
● • Piccole imprese: 13,2%
● • Medie imprese: 3,6%
● • Grandi imprese: 0,3%
La forma giuridica delle imprese dell’industria tessile

L’analisi della struttura giuridica del settore manifatturiero tessile evidenzia un grande numero società di capitali (42,1%) e di ditte individuali (41,5%). Seguono le società di persone (16,1%) e le società di altre forme (0,3%)
● Società di capitali: 42,1%
● Ditte individuali: 41,5%
● Società di persone: 16,1%
●Società di altre forme: 0,3%
La distribuzione del rischio nel settore tessile
Nell’industria tessile emerge un profilo di rischio economico-commerciale che nella maggior parte dei casi è superiore alla media.
L’indicatore di affidabilità commerciale delle aziende è stato calcolato utilizzando variabili, tra cui indicatori e dati di bilancio, informazioni anagrafiche, anzianità aziendale, dati relativi alle esperienze di pagamento, la presenza di eventuali informazioni negative.
● Rischio minimo: 11,6%
● Rischio inferiore alla media: 25,5%
● Rischio superiore alla media: 52,1%
● Rischio massimo: 10,6%
● Rischio non valutabile: 0,2%
La propensione all'internazionalizzazione, la digital attitude e l’innovazione
La propensione all'export
Il settore mostra una propensione all'internazionalizzazione buona: oltre la metà delle imprese, il 11,5% fa registrare un punteggio alto e il 21,0% sopra la media.
● Alto (livello 1): 11,5%
● Sopra la media (livello 2): 21,0%
● Medio (livello 3): 15,1%
● Sotto la media (livello 4): 28,1%
● Molto basso (livello 5): 3,2%%
● Non disponibile: 3%
La digital attitude
Il comparto manifatturiero tessile tricolore si caratterizza per un livello di digitalizzazione ancora piuttosto arretrato: il 60,5% delle aziende tessili, infatti, presenta una digital attitude bassa, mentre solo una minima parte, circa il 7,8% del totale, ha uno score alto. Un dato che evidenzia un ampio margine di crescita nell’adozione di strumenti digitali e tecnologie ICT.
● Alto (livello 1): 7,8%
● Sopra la media (livello 2): 11,8%
● Medio (livello 3): 10,9%
● Sotto la media (livello 4): 5,6%
● Molto basso (livello 5): 60,5%
● Non disponibile: 3,4%
La propensione all'innovazione

La propensione all’innovazione nel settore appare ancora contenuta: il 38,5% del totale aziendale è poco orientato al cambiamento e solo una quota marginale, pari al 5,1%, si colloca invece su livelli alti. Un segnale che evidenzia la necessità di investimenti più decisi in termini di innovazione.
● Alto (livello 1):5,1%
● Sopra la media (livello 2): 17,4%
● Medio (livello 3): 15,3%
● Sotto la media (livello 4): 20,4%
● Molto basso (livello 5): 38,5%
● Non disponibile: 3,3%
Le classi di fatturato stimato
Quando si analizza il fatturato stimato, disponibile per società di persone e imprese individuali non obbligate al deposito del bilancio, emerge una forte eterogeneità. Il comparto dell’industria tessile, infatti, presenta realtà molto diverse tra loro per dimensioni, struttura e performance economica.
Il 48,8% circa delle aziende dichiara meno di 500.000€, tra queste il 25,4% si attesta nella fascia 100.000–499.999€. Solo lo 0,2% raggiunge un fatturato superiore a 5.000.000€.
● Fascia di fatturato stimato €100.000 – 499.999€: 25,4% delle imprese
Il fatturato da bilancio delle imprese che producono bevande
Il dato riguardante il fatturato delle società di capitali del settore offre l’istantanea di un settore in calo: 19.000.000.000€ nel 2024 (-9,5% rispetto al 2023 e -13,6% rispetto al 2022).
Le imprese tessili di cui si conosce il bilancio si attestano nelle fasce di fatturato medio: il 3,4% di queste ultime, infatti, fattura meno di 10.000€, il 3,5% si attesta nella fascia 10.000 - 49.999€, il 3,7% nella fascia 50.000 - 99.999€, il 23,6% nella fascia 100.000 - 499.999€, il 16,4% nella fascia 500.000 - 999.999€, il 30,1% nella fascia 1.000.000 - 4.999.999€, il 9,3% nella fascia nella fascia 5.000.000 - 9.999.999€. Infine troviamo le realtà delle industrie tessili che fatturano più di 10.000.000€, quest’ultime si attestano al 10%.
• Fascia di fatturato €1.000.000 - 4.999.999€: 30,1% delle imprese
Sintesi
Settore: Fabbricazione dei tessili (Ateco 13)
Numero aziende del settore: 11.882 aziende attive
Fatturato (da bilancio): 19.000.000.000€ (-9,5% rispetto al 2023)
Microimprese: 18,5% del totale
Forme giuridiche: società di capitali 42,1%;
Rischio economico-commerciale superiore alla media
Insight strategici
• Opportunità: settore con un forte posizionamento internazionale con possibilità di espansione nei mercati esteri, soprattutto premium (lusso, qualità, sostenibilità).
● Criticità: buona propensione all’export ma imprese piccole e poco digitalizzate. Potenziale difficoltà a sostenere internazionalizzazione strutturata (logistica, marketing, branding).
Le aziende top delle industrie tessili
Nella “top ten” delle industrie tessili tricolore con il fatturato d’esercizio più alto troviamo:
- BRANDART SPA
- MIKO SRL
- FULGAR SPA
- VULCAFLEX SPA
- LIMONTA SPA
- SUEDWOLLE GROUP ITALIA SPA
- KLOPMAN INTERNATIONAL SRL
- ALCANTARA SPA
- INDORAMA VENTURES MOBILITY CREMONA SPA
- VITALE BARBERIS CANONICO SPA
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