La distribuzione delle aziende italiane: trend, fatturato e dati 2026
Pubblicazione Agosto 2026
La distribuzione delle aziende italiane
Il sistema imprenditoriale italiano rappresenta uno dei più importanti ecosistemi economici europei, con oltre 5,2 milioni di imprese attive distribuite lungo l'intero territorio nazionale. Dalle costruzioni ai servizi professionali, dalla ristorazione all'industria manifatturiera, il tessuto produttivo si distingue per una forte presenza di micro e piccole imprese che costituiscono il motore dell'economia del Paese.
In questo osservatorio imprese iCRIBIS, analizziamo la distribuzione geografica, i principali settori economici, le caratteristiche dimensionali, il profilo di rischio, il livello di digitalizzazione, la propensione all'innovazione e l'apertura ai mercati internazionali delle imprese italiane.
La distribuzione geografica delle aziende italiane
L'analisi territoriale evidenzia una forte concentrazione delle imprese nel Nord Italia, dove si localizza il 46,5% del tessuto imprenditoriale nazionale.
Il dato conferma il ruolo trainante delle regioni settentrionali nell'economia italiana, sostenuto in particolare dal peso di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Al tempo stesso, il Mezzogiorno rappresenta oltre un terzo delle imprese nazionali considerando congiuntamente Sud e Isole (32,9%), evidenziando una presenza imprenditoriale diffusa anche nelle regioni meridionali.
● Nord-Italia: 46,5%
● Italia centrale 20,7%
● Sud Italia 22,7% e il 10,2% nelle Isole
La distribuzione regionale delle imprese
Le imprese italiane risultano concentrate soprattutto nelle regioni economicamente più sviluppate del Paese. La Lombardia rappresenta la principale area di insediamento con il 16,27% delle aziende, seguita dal Lazio (9,65%), dalla Campania (9,65%), e dal Veneto (8,24%) ed Emilia-Romagna (7,68%).
● Regioni Top: Lombardia (16,27%), Lazio (9,65%), e Campania (9,65%)
La distribuzione provinciale delle imprese italiane
La provincia con la più elevata concentrazione di imprese è Roma, che rappresenta il 7,06% del totale nazionale. Seguono Milano (6,3%), Napoli (4,48%) e Torino (3,91%).
● Province principali: Roma (7,06%), Milano (6,3%), Napoli (4,48%), Torino (3,91%)
Le caratteristiche delle imprese italiane
I codici Ateco più diffusi tra le imprese italiane
L'analisi dei codici Ateco evidenzia una forte concentrazione delle imprese italiane in alcuni comparti tradizionali dell'economia nazionale. In particolare, edilizia, ristorazione, attività immobiliari e servizi professionali raccolgono una quota significativa del tessuto produttivo.
La categoria più diffusa è quella relativa alla costruzione di edifici residenziali e non residenziali, che rappresenta il 4,26% delle imprese analizzate. Seguono i lavori di muratura (2,84%) e le attività di ristorazione con servizio al tavolo (2,59%).
Tra le attività più presenti figurano inoltre l'affitto e la gestione di immobili propri o in locazione (2,05%) e le attività di somministrazione di bevande (2,02%), a conferma del peso rilevante dei servizi immobiliari e del comparto horeca nell'economia italiana.
L’occupazione nelle imprese italiane
Dal punto di vista occupazionale emerge una forte prevalenza delle realtà con strutture molto contenute.
● 68,8% impiega meno di 2 dipendenti
● 6,3% impiega più di 9 dipendenti
Sul fronte occupazionale, il numero di dipendenti è salito da 12,15 milioni nel 2023 a 12,68 milioni nel 2024 (+4,3%), per poi raggiungere 13,11 milioni nel 2025 (+3,4% rispetto al 2024). Complessivamente, nell'arco del biennio 2023-2025 l'occupazione è cresciuta del 7,9%, segnale di una buona capacità del tessuto produttivo di generare lavoro.
Le imprese attive sono passate da 4,37 milioni nel 2022 a 4,60 milioni nel 2023, fino a raggiungere 4,86 milioni nel 2024, con un incremento complessivo dell'11,2% nel biennio. Parallelamente, anche la natalità imprenditoriale ha mostrato un andamento positivo: le nuove imprese sono aumentate dalle 224.895 del 2022 alle 265.091 del 2024, registrando una crescita del 17,9%.
VUOI RICEVERE UNA LISTA DI AZIENDE A CUI PROPORRE I TUOI PRODOTTI?
Selezionamo per te solo le aziende più affidabili e attive nel tuo mercato di riferimento, con i contatti e tutte le informazioni necessarie per analizzare, profilare e personalizzare le tue campagne di sviluppo commerciale.
LA NOSTRA OFFERTA
Cerca i dati delle aziende di tutto il mondo e scarica i Report con i dati economico-finanziari di oltre 600 milioni di imprese
- Non prevede abbonamento
- Libero accesso alla ricerca delle aziende sia in Italia che all'estero
- Anteprima gratuita della Scheda Azienda Italia
- Possibilità di acquisto di singoli Report su aziende italiane ed estere
- 2 Report di prova gratuiti
La dimensione aziendale
Le aziende italiane sono caratterizzate da una forte presenza di micro e piccole realtà imprenditoriali. Tuttavia, una quota significativa delle imprese non risulta classificabile con precisione (ND 76,87%), in quanto la definizione dimensionale dipende da variabili quali il numero di dipendenti e il fatturato.
Sulla base del campione analizzato, si osserva la seguente distribuzione:
● Microimprese: 18,68%
● Piccole imprese: 3,67%
● Medie imprese: 0,71%
● Grandi imprese: 0,07%
La forma giuridica delle imprese tricolore
L'analisi della struttura giuridica mostra una forte prevalenza delle imprese individuali.
● Società di capitali: 30,75%
● Ditte individuali: 53,15%
● Società di persone: 12,08%
● Società di altre forme: 4,01%
La distribuzione del rischio tra le aziende
L'indicatore di affidabilità evidenzia una situazione generalmente equilibrata.
L’indicatore di affidabilità commerciale delle aziende è stato calcolato impiegando variabili, tra cui indicatori e dati di bilancio, informazioni anagrafiche, anzianità aziendale, dati relativi alle esperienze di pagamento, la presenza di eventuali informazioni negative.
Il 41,19% delle imprese presenta un rischio inferiore alla media, mentre il 37,56% registra un rischio superiore alla media. Le aziende classificate a rischio massimo rappresentano il 10,16% del totale.
● Rischio minimo: 10,25%
● Rischio inferiore alla media: 41,19%
● Rischio superiore alla media: 37,56%
● Rischio massimo: 10,16%
● Rischio non valutabile: 0,84%
La propensione all'internazionalizzazione, la digital attitude e l’innovazione
La propensione all'export
La propensione all'internazionalizzazione appare ancora limitata. Il 57,62% delle imprese si colloca nel livello più basso, mentre soltanto una quota ridotta raggiunge livelli elevati.
● Alto (livello 1): 0%
● Sopra la media (livello 2): 1,92%
● Medio (livello 3): 3,61%
● Sotto la media (livello 4): 24,12%
● Molto basso (livello 5): 57,62%
● Non disponibile: 10%
La digital attitude
La digitalizzazione rappresenta ancora una sfida per una parte consistente del sistema imprenditoriale. Il 73,72% delle aziende presenta un livello molto basso di digital attitude, mentre soltanto il 3,19% raggiunge il livello più elevato.
● Alto (livello 1):3,19%
● Sopra la media (livello 2): 4,94%
● Medio (livello 3): 4,77%
● Sotto la media (livello 4): 3,14%
● Molto basso (livello 5): 73,72%
● Non disponibile: 10,24%
La propensione all'innovazione
Anche sul fronte innovazione emerge un significativo margine di miglioramento. Il 45,92% delle imprese si colloca nel livello più basso di innovazione, mentre soltanto l'1,82% raggiunge il livello più elevato.
● Alto (livello 1):1,82%
● Sopra la media (livello 2): 7,39%
● Medio (livello 3): 10,59%
● Sotto la media (livello 4): 24,05%
● Molto basso (livello 5): 45,92%
● Non disponibile: 10,24%
La propensione all'export e all'import
Le imprese con attività sui mercati internazionali rappresentano una quota minoritaria del totale.
Export
● Imprese esportatrici: 1,88%
• Imprese non esportatrici: 98,12%
Import
● Imprese importatrici: 0,84%
• Imprese non importatrici: 99,16%
Le classi di fatturato stimato
L'analisi del fatturato stimato evidenzia una forte concentrazione delle imprese nelle fasce di ricavo medio-basse.
La classe più rappresentata è quella compresa tra 100.001 e 500.000 euro, che raccoglie il 35,70% delle imprese analizzate. Seguono le aziende con un fatturato compreso tra 50.001 e 100.000 euro, pari al 14,92% del totale. Le imprese con ricavi inferiori a 50.000 euro rappresentano una quota più contenuta (2,71%), mentre il peso delle aziende con un fatturato superiore a 500.000 euro risulta decisamente ridotto.
Nel complesso, la distribuzione conferma la predominanza di un tessuto imprenditoriale costituito da realtà di piccole dimensioni, con una forte concentrazione nella fascia compresa tra 100 mila e 500 mila euro di fatturato, elemento che riflette la struttura tipica dell'economia italiana, caratterizzata da una diffusa presenza di piccole e micro imprese.
● Fascia di fatturato stimato €100.000 – 500.000€: 35,70% delle imprese
Il fatturato da bilancio delle imprese italiane
L'analisi delle imprese italiane per fascia di fatturato evidenzia una struttura economica fortemente caratterizzata da aziende di piccole e medie dimensioni.
La classe più numerosa è quella compresa tra 100.001 e 500.000 euro di fatturato pari al 7,06% del totale. Seguono le aziende con ricavi compresi tra 1 e 5 milioni di euro (3,89%) e quelle con un fatturato inferiore ai 10.000 euro (3,41%). Le imprese con fatturati compresi tra 500.001 e 1 milione di euro rappresentano il 2,83% del totale mentre quelle tra 10.001 e 50.000 euro e tra 50.001 e 100.000 euro incidono rispettivamente per il 2,36% e il 2,12%.
Complessivamente, queste fasce confermano la predominanza di realtà imprenditoriali con volumi di ricavo contenuti, tipica del tessuto produttivo italiano.
All'aumentare del fatturato, il numero di imprese diminuisce sensibilmente. Le aziende con ricavi compresi tra 5 e 10 milioni di euro sono lo 0,70% mentre quelle che fatturano tra 10 e 50 milioni di (0,63%). Ancora più limitata è la presenza delle grandi imprese: solo 0,14%) registrano un fatturato compreso tra 50 e 250 milioni di euro, mentre appena 0,03% superano i 250 milioni di euro di ricavi. L'andamento del fatturato aggregato evidenzia una lieve contrazione dopo il 2022. Dai circa 3.874 miliardi di euro del 2022 si passa a 3.835 miliardi nel 2023 (-1,0%) e a 3.814 miliardi nel 2024 (-0,5%). La dinamica suggerisce una fase di consolidamento dei ricavi, in un contesto economico caratterizzato da rallentamento della crescita e normalizzazione dopo gli effetti inflazionistici degli anni precedenti.
• Fascia di fatturato €1.000.000 - 4.999.999€: 3,89% delle imprese
Sintesi
Numero aziende del settore: oltre 5,2 milioni di aziende attive
Microimprese: 18,67% del totale
Forme giuridiche prevalenti: impresa individuale 53,15% seguita dalle società di capitali con il 30,75%
Fatturato: 7,06% delle imprese tra 100.001 e 500.000 euro
Rischio economico-commerciale: equilibrato. 41,19% rischio inferiore alla media, 37,56% registra un rischio superiore alla media.
Insight strategici
• Opportunità: La forte concentrazione di imprese nella fascia di fatturato tra 100.000 e 500.000 euro suggerisce l'esistenza di un ampio bacino di aziende con potenziale di crescita dimensionale. Inoltre, quasi la metà delle imprese presenta livelli di rischio contenuti e una quota crescente sta investendo in innovazione e trasformazione digitale. Questi elementi favoriscono lo sviluppo di nuovi modelli di business, l'espansione commerciale e l'accesso a nuovi mercati, sia nazionali sia internazionali.
● Criticità: forte frammentazione del tessuto imprenditoriale, caratterizzato da una prevalenza di micro e piccole imprese che possono incontrare maggiori difficoltà nell'accedere a capitali, competenze specialistiche e mercati esteri. Inoltre, il fatto che il 37,56% delle imprese presenti un rischio superiore alla media e che oltre il 10% sia classificato a rischio massimo evidenzia possibili vulnerabilità finanziarie e commerciali. A ciò si aggiunge una limitata propensione all'export e all'import, che riduce il grado di internazionalizzazione di una parte significativa delle aziende italiane.
CHI SIAMO
iCRIBIS è il portale e-commerce di Cribis che offre accesso alla banca dati di informazioni commerciali su imprese italiane ed estere. Ideale per piccole imprese e professionisti, iCRIBIS aiuta a tutelare i crediti e ridurre gli insoluti. Migliaia di piccole aziende e privati lo scelgono quotidianamente per informarsi su clienti, fornitori e concorrenti, con la garanzia di dati di qualità, sempre accessibili online.